Il Forex al G7
Il dollaro è stato nettamente superiore ai primi scambi asiatici di lunedì dopo la riunione dei sette paesi più industrializzati che ha sorpreso gli speculatori con un monito contro le fluttuazioni eccessive delle valute.
L’euro è stato scambiato a $ 1,5701, dopo esser scivolare a $ 1,5835 verso la chiusura di New York, il Venerdì, mentre nei confronti di un paniere di valute(dollar index) il dollaro è salito dello 0,6 per cento a 72,274.
Dopo la riunione di venerdì, i ministri delle finanze del G7 e dei banchieri centrali hanno rilasciato una dichiarazione dicendo che sono preoccupati dai movimenti avvenuti sui mercati dei cambi nelle ultime settimane. Questo è stato un netto cambiamento di tono interpertato dal mercato come un avvertimento che la caduta del dollaro è stato troppo veloce.
Il passaggio è stato tempestivo per il dollaro data la forte pressione causata dalle preoccupazioni su un economia statunitense che scivola nella recessione più profonda e dai tassi di interesse che dovrebbero essere ulteriormente tagliati fino all’osso. in particolare, venerdì la nera relazione di General Electric ha suggerito una debolezza economcia che si sta diffondendo rapidamente.
“La reazione al G7 del mercato è stato misurata finora”, ha detto John Kyriakopoulos, uno stratega forex alls NAB.
“Il G7 hanno messo circa due direzioni di rischio nel mercato, ma la possibilità reale di un intervento appare ancora lontano”, ha aggiunto. “In un intervento di avviso su scala , siamo probabilmente a circa 5 o 6 adesso, da 3 o 4 in precedenza”.
La nuova formulazione sulle valute è sembrata un compromesso tra gli europei, che probabilmente volevano un forte monito sulla debolezza del dollaro dollaro, e gli Stati Uniti, che accolgono con favore l’impulso alle esportazioni che una moneta più debole ha dato.
“Fondamentalmente, il dollaro è ancora in difficoltà”, ha dichiarato Kyriakopoulos. “L’economia USA è in recessione e le aliquote sono state ridotte, mentre la BCE (Banca centrale europea) non sembra voler effettuare nessun taglio nell’immediato.”
Egli ha osservato che un sacco di grandi società americane hanno riportato guadagni questa settimana e ogni ripetizione sulle delusioni del GE avrebbe probabilmente messo il dollaro nuovamente sotto pressione.
Confrontiamo ora le dichiarazioni del g7 di febbraio con quelle di aprile evidenziando due nuove affermazioni.
DICHIARAZIONE di APRILE:
“Riaffermiamo il nostro interesse condiviso in un forte e stabile sistema finanziario internazionale. Dal nostro ultimo incontro, ci sono stati, a volte tagliente fluttuazioni nelle principali valute, e siamo preoccupati per le possibili implicazioni per la stabilità economica e finanziaria. Continuiamo a seguire da vicino i mercati dei cambi, e a cooperare come opportuno. Accogliamo con favore la decisione della Cina di aumentare la flessibilità della sua valuta, ma in considerazione del suo crescente surplus e della inflazione nazionale, incoraggiamo una accellerazione per l’apprezzamento del Tasso di cambio effettivo “.
DICHIARAZIONE di FEBBRAIO:
“Ribadiamo che i tassi di cambio dovrebbero riflettere i fondamentali economici. Eccessi di volatilità e movimenti disordinati nei tassi di cambio sono indesiderabili per la crescita economica. Noi continuiamo a seguire da vicino i mercati dei cambi, e cooperare come opportuno. Accogliamo con favore la decisione della Cina di aumentare la flessibilità della sua valuta, ma in considerazione del suo crescente surplus e della inflazione nazionale, incoraggiamo una accellerazione per l’apprezzamento del Tasso di cambio effettivo “.
Ecco spunti dalla dichiarazione:
* Necessità di “azioni urgenti” sui bilanci
* Preoccupazioni sui movimenti delle valute e le implicazioni sulla stabilità economica
* Nazioni ‘impegnate’ per agire come opportuno
* Le iniezioni di liquidità delle Banche Centrali stanno ‘aiutando’
* ‘Forti fluttuazioni’ sulle valute da febbraio
* Invita le banche ad aumentare il capitale come necessario
* Invita le banche a rivelare ‘pienamente e tempestivamente’ espansioni del rischio
* Set di un piano a 100 giorni per rafforzare i mercati finanziari
* Le Turbolenze del mercato finaziario globale ‘rimangono trincerate’
* I prezzi del petrolio e delle case rappresentano minacce per la crescita
* Prospettive economiche ‘ristrette,’ città a rischio
* Continuerà a monitorare i tassi di cambio per un tasso più appropriato
* Incoraggiamento alla Cina ad accelerare l’apprezzamento dello yuan
* Accoglie favorevolmente la decisione della Cina di aumentare la flessiblità dello Yuan
* L’economia globale si sta affacciando ad un ‘PERIODO DIFFICILE’















Il mercato forex chiuderà questa sera, e per le vacanze pasquali i mercati saranno fermi. Gli istituzionali iniziano a chiudere operazioni in prospettiva di aprile, in giappone il 31 marzo è la fine dell’anno fiscale e ci sono molti capitali che stanno attualmente rientrando in patria. Stiamo quindi osservando ritracciamenti e movimenti contrari in tutti i trend. Ma quello che la maggiorparte dei trader e degli investitori comuni si sta chiedendo adesso è:
La FED nella giornata di ieri ha tagliato i tassi d’interesse, come previsto, di 75BP, nessun “Giant CUT” da un intero punto base o da 125 punti base come prevedeva qualche solito catastrofista, o semplicemente qualche analisita impanicato. Non stiamo dicendo che un taglio da 0,75% sia poco, tra l’altro sommato allo 0,25% tagliato la domenica fa un bell1% tondo tondo nel giro di poco più di due giorni. Sono previsti ulteriori tagli durante l’anno, crediamo quindi che ci sarà ancora speculazione su questa moneta, speculazione di tipo carry trade, come abbiamo già delineato in articoli precedenti. Se, mentre prima le due valute a basso tasso d’interesse, in cui indebitarsi per investire in valute a più alto tasso, erano Yen e Franco Svizzero, con tassi rispettivamente 0,5% e 2,75%, ora con un dollaro statunitense a 2,25% e ulteriori tagli in arrivo possiamo ben capire come possa tranquillamente prendere il posto del franco svizzero. Con il lento tornare della stabilità sui mercati il carry trade potrebbe tornare nuovamente in auge da livelli molto interessanti.
E’ pericoloso operare nei mercati in questi giorni, ed allo stesso modo è pericoloso operare sul mercato valutario, con movimenti dettati maggiormente dalla irazionalità e dal panico. Si ripercuote nel tempo lo tzunami del credito che miete ancora vittime tra le maggiori banche mondiali. La FED cerca di ristabilire liquidità inserendo 200 milioni di dollari sul mercato e abbassando i tassi d’interesse. Entrambi le azioni non possono che influire negativamente sulla valuta statunitense, che infatti continua ad affondare. Non arrivano gli aiuti dalle altre banche centrali, soprattutto dalla BOJ, che anticamente ha aiutato con compravendita di dollari la moneta statunitnese, a cui è fortemente legata grazie alle forte esportazioni. La BOJ, oltre ad aver meno interesse rispetto gli anni passati a manovre ad alto rischio sulla rivalutazione del dollaro, come abbiamo esposto in articoli precedenti, è in stallo politico. Ieri è stato eletto dalla BOJ un nuovo governatore della banca centrale, Koji Tanami, ma si aspetta ancora l’apporvazione della politica.
Ci saranno molte vittime durante la crisi del mercato finanziario che stiamo vivendo, che porterà a una revisione su vasta scala dei regolamenti bancari internazionali, dei codici e della gestione dei rischi, ha detto l’ex presidente della Federal Reserve Alan Greenspan .
La USA Federal Reserve ha annunciato due misure di emergenza questa domenica per salvaguardare il sistema finanziario, l’abbassamento del tasso di sconto sulle tariffe dei prestiti diretti alle banche e annuncia il lancio di un nuovo programma per darli direttamente ad altre grandi imprese finanziarie.
Il Dollaro scende precipitosamente a quota 1,5745 dopo le pressioni causate dal finanzimento di emergenza di Bear Stern dovuto al buco finanziario.
Per la prima volta dal 1995 lo yen è stato quotato in doppia cifra anziche in tripla cifra, USD/YEn è scivolato al di sotto della barriera a 100 colpendo un minimo di 99,74 nei primi minuti delle borse europee. Nel frattempo Euro dollaro ha rotto la barriera a 1,5600, target segnalato giorni fa, per formare un nuovo massimo storico a 1,5625. Il sentiment anti dollaro statuinitense si fa sempre più pressante e diffuso.