Morning Meeting 29/02/08

Oggi fine mese e fine settimana, attenzione perchè potrebbero svilupparsi movimenti strani, poiché fondi e istituzionali potrebbero chiudere alcune posizoni.

Alle 10:30 da regno unito, Net Lending to Individuals m/m, previsto in lieve calo a 9,0B dai 9,2B precedent. Alle 11:00 il nostrano indice dei prezzi al consumo previsto allo 0,2% in calo rispetto allo 0,4% precedente. Dalla Svizzera alle 11:0, Leading Index m/m, previsto in calo a 1,60 dall’1,70 precedente, è un dato molto importante per la valuta svizzera.

Alle 4:00 particolare attenzione al dato USA, consumer Sentiment, previsto al rialzo 70,00 dal 69,6 precedente, ma che potrebbe rivelare alcune sorprese.

Euro Dollaro che in nottata ha formato l’ennesima flag rialzista è pronto per anadre a formare nuovi massimi in area 1,5250 circa, per la prossima settimana ci aspettiamo dei movimenti ritraccianti più consistenti, per poi andare a formare comunque nuovi massimi.

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Euro Franco Svizzero ha continuato la sua discesa come pensavamo, è ora arrivato a testare un importante supporto, che era anche il nostro target. Il supporto ha fatto subito scaturire un importante reazione, a testimonianza della sua forza, ma anche sintomo di un imminente ritracciamento verso l’alto verso area 1,6020 circa. Molto importante la chiusura di oggi per poter studiare le dinamiche per la prossima settimana.

Parla Ben Bernanke, e ci piace!


Dalla conferenza le parole di Ben Bernanke, presidente Federal Reserve, sono lodevoli. Bernanke prende la situazione in mano dicendo che è tempo di andare al di là delle correzioni dei mercati e della crisi subprime e di guardare a provvedimenti rivolti a più lungo termine.

“È importante per noi e per gli stati uniti di muoversi al di là di palliativi temporanei … e cercare di trovare soluzioni sostenibili nel lungo periodo” ha detto Bernanke al Senate Banking Committee.

“Vi esorto a continuare a lavorare sull’ammodernamento del FHA e alle riforme del GSE, due settori che possono aiutarci a rispondere a queste sfide,” ha detto Bernanke. “Ulteriori misure possono essere necessarie per il futuro … ma non ho ulteriori consigli in questo momento.”

Ben Bernanke ha anche detto che alcune piccole banche statunitensi potrebbero andare sotto stress durante l’attuale richiesta di un mercato immobiliare problematico, ma il sistema bancario globale degli Stati Uniti è rimasto solido.

“Mi aspetto alcuni errori”, ha detto Bernanke in riferimento alle piccole banche regionali pesantemente investite nel mercato immobiliare.

“Tra le più grandi banche i rapporti capitali restano buoni e io non prevedo eventuali gravi problemi di questo tipo tra le grandi banche che operano a livello internazionale, che costituiscono una notevole parte del nostro sistema bancario”, ha detto in risposta ad un quesito durante il congresso.

Le grandi Banche USA hanno già usato parecchi miliardi di capitali freschi per migliorare le perdite sui subprime, toccando spesso gli investitori stranieri. Bernanke spera che questa tendenza continui, al fine di rafforzare il mondo del credito.

“Hanno già cercato qualcosa nell’ordine di 75 miliardi di dollari di capitale per l’ultimo trimestre. Vorrei vederle ottenere più”, ha detto Bernanke.

“Sono abbastanza certe ora di rimanere solventi … e rimangono ben al di sopra dei loro livelli minimi di capitale. Ma mi preoccupa il fatto che le banche si tireranno indietro senza fare ulteriori prestiti e creare nuovo credito, che è la linfa vitale dell’economia. Per essere in grado di farlo …, in alcuni casi almeno, hanno bisogno per avere maggiori capitali “, aggiunge Bernanke.
Per ora solo parole, ma la via intrapresa ci appare quella giusta per far tornare gli USA agli antichi splendori, chissà che un presidente nuovo e giovane (tifiamo per OBAMA) possa aiutare in questa ardua impresa.

Morning Meeting 28/02/08

Alle 2:30 nuovi dati importanti dagli USA con Preliminary GDP Annualized q/q previsto in lieve rialzo a 0,7% dal 0,6%. Alle 3:15 parlerà Trichet alla conferenza organizatta dalla Nederlandsche Bank. Alle 4:00 invece sarà di nuovo Bernanke a parlare, sempre a riguardo della politica Monerataria statunitense. Alle 10:45 importantissima bilancia commerciale dalla Nuova Zelanda prevista a -0,27B dagli 0,03B precedenti.

eurusd-30min-280208.jpgEuro Dollaro continua a macinare nuovi massimi senza fermarsi un momento, giusto qualche piccola flag rialzista nelle ore notturne. Proprio adesso siamo all’interno di una flag di cui attendiamo la rottura per rientrare di nuovo. Il primo target alla rottura è di circa 50 pips, movimento abbastanza grosso e quindi facile da sfruttare. Attenzioni ai movimenti al ribasso che hanno maggiori probabilità di essere trappole piuttosto che reali segnali ribassisti. Stop stretti!

eurchf-h4-280208.jpgEuro Franco Svizzero fa capolino sotto il supporto rialzista, molto importante, piccola candela bianca che attualmente ha più il sapore di un pullback, quindi tutti pronti a tornare in pista con operazioni ribassiste. Se la rottura dovesse essere confermata dal superamento del minimo attuale ci ritroveremmo in pochi giorni in zona 1,5950. Un ritorno deciso nell’area del trading range precedente, ci porterebbe a rivedere le nostre analisi cercando nuovi spunti e dinamiche operative.

euryen-h1-280208.jpgEuro Yen continua ad essere contrastato nel suo movimento, e la salita risulta lenta e caotica. Lo Yen contrasta bene il supereuro. Abbiamo cercato di canalizzare nuovamente l’andamento del cross, le persone con più coraggio e con più disciplina possono cercare di cavalcare il canale con operazioni swing, ovvero long sui supporti e short sulle resistenze. Attenzione però ad non aprire operazioni swing in vicinanza dei dati, dove le accellerazioni improvvise potrebbero inficiare l’operatività.

eurgbp-h4-280208.jpgEuro Sterlina è uscita con vigore dal piccolo laterale segnalato in precedenza è andato a formare nuovi massimi dagli ultimi 10 anni. Il Comportamento assomiglia molto a quello di Eur/usd , possiamo quindi aspettarci un nuovo rialzo.

gbpusd-h4-280208.jpgSterlina Dollaro che a subito un lieve ritracciamento verso la trendline dinamica di supporto, come avevamo prospettato, ora i disciplinati e i più coraggiosi possono provare ad aprire nuove posizoni rilaziste alla ricerca di nuovi massimi, con target già indicato in precedenza a 2,0100. Attenzione alla rottura con conferma del supporto da cui si svilupperebbero ulteriori dinamiche di movimento, anche se propendiamo attualmente per il raggiungimento del target segnalato.

La Stagflazione è una certezza!

Le prospettive dei consumatori negli Stati Uniti sono affondate al più basso livello degli ultimi 17 anni in questo mese, il mercato del lavoro è deteriorato, mentre i costi di produzione in aumento hanno spinto l’inflazione a gennaio al livello più alto degli ultimi 26 anni, in accordo con i reports che alimentano i timori di stagflazione.

Nella giornata di ieri altre cattive notizie, i dati hanno dimostrato che il crollo dei prezzi delle case negli USA è accelerato a un ritmo record nel quarto trimestre del 2007. Prezzi affondano del 8,9 per cento anno su anno, secondo l’S & P / Case-Shiller US National Home Price Index.

Il Dipartimento del Lavoro USA riporta come i prezzi alla produzione sono saltati dell’1 per cento in gennaio sull’aumento dei costi dell’energia e ha visto un aumento annuale del 7,4 per cento. E ’stato il più grande incremento di 12 mesi in più di 26 anni, quando gli Stati Uniti stavano emergendo da un periodo di bassa crescita e alta inflazione noto come stagflazione.

Il Conference Board ha detto che l’indice del sentimento dei consumatori è sceso a 75,0 in febbraio, molto peggio rispetto alle previsioni degli economisti, il più basso da quando la fiducia è scesa precipitosamente per l’inizio della guerra in Iraq cinque anni fa.

Escludendo il forte calo nei mesi di febbraio e marzo 2003, a febbraio, è stata la lettura più bassa dalla fine del 1993. L’indice delle aspettative del Conference Board’s è sceso a 57,9, il valore più basso in 17 anni.

“Sembra che non vi sia alcuna fiducia in una economia in cui l’inflazione sta andando fuori controllo”, ha detto Andrew Brennero, analista di mercato a MF Global a New York. “Si tratta di un classico scenario di stagflazione”.

Di fronte a freschi segni di debolezza economica, un alto funzionario della Federal Reserve visti gli alti regimi di crescita dei prezzi, ha detto che il pericolo che l’economia statunitense si indebolisca ulteriormente è molto più preoccupante della più alta inflazione.
Non mi aspetto che il recente aumento dell’inflazione persista“, ha detto il Vice Presidente FED Donald Kohn in un discorso presso la University of North Carolina a Wilmington.

“A mio avviso, la dinamica sfavorevole dei mercati finanziari e dell’economia hanno presentato la maggiore minaccia per il benessere economico negli Stati Uniti”, ha affermato.

Le aspettative dei consumatori diminuiscono anche a causa della diminuzione dei posti di lavoro, scesa al 20,6 , il valore più basso dal mese di aprile 2005 quando era 23.8.

 

Come abbiamo già detto su queste pagine, le persone non sanno aspettare, ed è normale che la fiducia dei consumatori cali non vedendo miglioramenti dopo le azioni del governo e della FED, con tagli tassi d’interesse e pacchetti di stimolo, azioni che hanno bisogno di mesi per avere riscontri. Potremmo parlare di recessione solo tra qualche mese, se i provvedimenti intrapresi non daranno segni di ripresa, e allora si che avremo la certezza che gli USA vivano un momento molto peggiore di quanto si pensi. Per ora assisteremo a una svalutazione del dollaro nei prossimi mesi, che aiuterà l’esportazione, mentre i pacchetti di stimolo aiuteranno l’economia interna.

 

Immagine di Andrea Gatti

 

 

 

[M.M.] Nuovi massimi storici Euro

Dati contrastanti ieri per il dollaro, con PPI superiore e alle attese, ma una forte diescesa rispetto alle previsioni del Consumer confidence. oggi alle 10:30 dal Regno Unito GDP (Gross Domestic Product) previsto stabile a 0,6%. Alle 2:30 dagli stati uniti Core Durable Goods Orders m/m previsto in calo a -1,4% rispetto ai 2,3% precedenti. Alle 4:0 sempre dagli USA, New Home Sales previsto in calo a 600K dai 604 precedenti, ma attenzione alle sorprese. Alla stessa ora inizierà la conferenza US House of Representatives Committee on Financial Services, a Washington DC, dove parteciperà il presidente della FED, che terrà un discorso sulla politica monetaria.

eurusd-h1-270208.jpgEuro dollaro è uscito al rialzo dal trading range laterale, che ci accompagnava oramai da novembre, formando nuovi massimi storici. L’uscita dal laterale avrebbe un target in area 1,5600 da raggiungere in qualche mese e con le dovute oscillazioni del caso. La ripresa del trend rialzista di fondo del cross ci fa di nuovo propendere pesantamente sulle operazioni long. cercando di comprare quindi su dei buoni supporti e cercando di mantenere più a lungo possbile le operazioni toro, poiché la mancanza di resistenze, dovuto al mai raggiungimento di questi livelli, non ci fornisce target precisi. Attualmente il cross sta testando area 1,5050 circa, short con take profit veloce alla rottura ribassista. Supporto in area 1,4950 ottimo per una ripartenza, secondo supporto in area 1,4915.

eurchf-h4-270208.jpgEuro franco svizzero che ha testato nuovamente la parte bassa del trading range. I movimenti del cross sono molto caotici e di difficle interpretazione, tipici movimenti di mercato laterale. Va bene adottare un operatività al breakout ma con operazioni veloci finché il cross non prede una strada più lineare.

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Euro Yen è andato molto vicino al target indicato e si prepara a raggiungere il secondo target in area 162,20 circa. Seguiamo attentamente il movimento attraverso la trendline di supporto che sul grafico abbiamo colorato di blu. La rottura di quest’ultima potrebbe portarci in area 159,60 con un primo target in area 160,40. Restiamo comunque aperti nel cercare di osservare altre possbili evoluzioni nel comportamento nel cross.

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Sterlina Dollaro ha oramai raggiunto il primo target indicato, ora possiamo aspettarci un leggero ritracciamento e un tentativo successivo per raggiungere area 2,010. Preferire operazioni long, e attenzione alla eventuale rottura del supporto segnalato in fucsia che ci porterebbe a studiare nuovi set evolutivi del cross.

Quanto durerà la corsa del dollaro neozelandese?

KIWIEstendendo la sua impressionante corsa al rialzo per l’ottavo giorno consecutivo, “l’albatros” dollaro neozelandese ha colpito un massimo degli ultimi 22 anni, sopra gli 81 centesimi di dollaro. E’ la prima volta che si vede questa moneta a certi livelli dal 1985, data del suo lancio. La parte più bizzarra è che il movimento non è stato guidato da nessun dato economico o notizia. Rispetto al resto del Mondo l’economia della Nuova Zelanda si regge bene, ma a differenza dell’Australia, ci sono delle incrinature nell’armatura. Una siccità nella gran parte della Nuova Zelanda ha spinto in alto i prezzi caseari, emergenza siccità che fa male all’economia più di quanto faccia bene. Senza dati economici rilasciati in più di una settimana, l’appetito degli investitori verso il rischio è stato il maggior catalizzatore dell’ultimo movimento.

Può il Kiwi sostenere il suo rally oltre un massimo di 22 anni? Oppure la RCB dovrà intervenire?

 

 

Emissioni di Uridashi.

Con l’ 8,25 per cento dei tassi di interesse, è stata solo una questione di tempo prima che il movimento del dollaro della Nuova Zelanda raggiungesse il dollaro australiano.

Anche se c’è solo un 6% di possibilità che la Banca centrale Neozelandese abbassi i tassi d’interesse al prossimo meeting in marzo, le possibilità che essa li tagli nel breve termine sono pressoché zero.

Questo ha reso il dollaro della Nuova Zelanda estremamente attraente per gli investimenti giapponesi istituzionali e gli investitori al dettaglio che amano acquistare Uridashi bonds, ovvero il debito venduto in Giappone denominato in altre valute rispetto allo Yen giapponese.

Anche se il Nikkei ha rimbalzato dal minimo a 12.572 del 22 gennaio, i mercati azionari sono stati molto volatili e il dollaro USA è stato debole, rendendo le obbligazioni ad alto rendimento più attraenti per gli investitori giapponesi. Alla fine del 2007 l’emissione di Uridashi è stata negativa, ma dall’inizio dell’anno c’è stato un picco di emissioni e abbiamo già visto circa $ 800 milioni rilasciati nel mercato.

 

 

Propensione al rischio e rendimenti.

Il Dow Jones ha rimbalzato di 1000 punti dal minimo a 11634 del mese scorso. Lentamente ma sicuramente questo ha portato a un ritorno della propensione al rischio, ma la volontà di assumere rischio è stata isolata per le monete dei paesi stanno innalzando i tassi o mantenendoli invariati. Per questo le uniche monete che hanno visto nuovi massimi rispetto alla moneta giapponese sono state l’Euro, il dollaro australiano e neozelandese, mentre le altre valute sono rimaste ai livelli dei mesi precedenti.

 

 

Siccità.

Le esportazioni della Nuova Zelanda di latte in polvere, burro e formaggio superato 1 miliardo per la prima volta nel mese di dicembre, a 76,9 per cento da un anno fa. Ciò ha contribuito a limitare il disavanzo commerciale per il più piccolo negli ultimi due anni. Purtroppo, questo miglioramento nel commercio è stato guidato da una siccità che ha colpito gran parte del loro paese. Non vi è stata alcuna sostanziale pioggia da novembre e nessuno ne aspetta fino ad aprile. Anche se i produttori di latte hanno saputo trarre profitto dai prezzi più elevati, la produzione è già scesa del 30 per cento. Nel frattempo le Commodities volano.

 

Parte del motivo per cui il dollaro kiwi è avanzato in modo così coerente è che in mezzo al rallentamento globale dell’attività economica, l’economia neozelandese è una delle poche che ha visto un espansione sostenuta sia dalla domanda interna che estera. C’è un unico set di situazioni che sta lavorando a favore dell’isola neozelandese.

La domanda estera per le merci della Nuova Zelanda continua libera dal raffreddamento della domanda delle principali economie industrializzate del mondo poiché le esportazioni del paese sono soprattutto prodotti agricoli, campo dove i prezzi e il bisogno sono sempre in aumento. Allo stesso tempo, il consumo interno è ancora alto, nonostante livelli record di debito e tassi di interesse.

 

 

Più Il Kiwi sale più diventa problematico.

Guardando questi pilastri, meritevoli della crescita si può capire come il trend in atto sia dovuto soprattutto ai tempi che corrono

Le esportazioni sono stati facilitate dalla forte espansione delle economie asiatiche e il bisogno di prodotti lattiero-caseari, carne, lana e di altri prodotti che in Nuova Zelanda abbondano, richieste che fin’ora hanno superato il forte aumento dei prezzi causato dalla siccità. Questo non può durare per sempre, se la Cina e i paesi emergenti seguono l’andamento dell’economia globale. Inoltre la domanda sarà frenata dal tasso di cambio di tasso troppo elevato, fattore che renderà i prodotti della concorrenza “naturalmente scontati”.

 

In contrasto con la domanda estera, il consumo interno è di gran lunga esposto maggiormente ad un crollo, e la sua inversione potrebbe avere un maggiore impatto sull’economia. I consumatori della Nuova Zelanda sono tra i più spendaccioni dell’economia globale, supportati da un record al ribasso di disoccupazione al 3,4 per e la crescita di salari di conseguenza.

Nonostante questa tendenza, ci sono un certo numero di componenti economiche che hanno costruito una pressione potenzialmente fautrice di un brusco raffreddamento economico, e ci sono un paio di dinamiche che possono rovesciare le sorti.

In risposta alla persistente spesa dei consumatori, in passato, il governatore della RBNZ Alan Bollard ha revocato l’erogazione di prestiti overnight al tasso record dello scorso anno.

Mentre questo non ha ancora permesso una correzione del mercato in espansione, ha portato i consumatori a tenere un livello record di debito con i tassi più elevati da almeno una generazione.

Questo significa che la fiducia dei consumatori e la disponibilità a spendere sono la chiave per l’intera economia , ma il sentiment è già in lieve diminuzione.

La fiducia dei consumatori nel corso del quarto trimestre è scivolata al suo livello più basso dal secondo trimestre del 2006, in base al Westpac.

Per di più le principali arterie di sostegno per la spesa stanno già cadendo.

Il Mercato immobiliare può essere anche agli sgoccioli grazie a tassi d’interesse elevati che frenano il boom del mercato.

La più grande banca Nazionale Neozelandese, la AZN, ha comunicato che i prestiti hanno toccato un massimo di 153 milioni di dollari rispetto ai 93 di un anno fa.

Al crescere del valore del KIWI, la banca centrale neozelandese potrebbe essere costretta ad agire. Nel Giugno 2007 la banca centrale è intervenuta vendendo dollari neozelandesi. Questa era la prima volta che sia mai intervenuta da quando la moneta è stata lanciata nel 1985

Westpac, una delle più grandi banche della Nuova Zelanda stima che la banca centrale NZD ha venduto circa 120 milioni di dollari, cifra irrisoria rispetto agli investimenti in Uridashi che abbiamo visto fin dall’inizio dell’anno. L’intervento ovviamente non è stato efficace e il dollaro ha formato un massimo il mese successivo. L’intervento è stato troppo piccolo, quindi dovranno spendere i propri soldi più saggiamente. Il fondo che hanno creato appositamente per gli interventi monetari corrisponde circa a 5,3 miliardi di dollari.

Il ministro delle finanze neozelandesi, Cullen , non gradisce un dollaro neozelandese forte, e freschi commenti a riguardo potrebbero pesare sullo stesso Kiwi. Per quanto riguarda i tassi d’interesse, dopo il rialzo dei tassi in luglio, il governatore della RBNZ Bollard, ha dichiarato apertamente che sarebbe stato vigile e aggressivo finché la spesa dei consumatori e il boom edilizia non fossero state temperate. Così sembrerebbe che Bollard non veda ripercussioni sull’inflazioni da parte dei consumatori e del mercato immobiliare tanto da agire sulla politica monetaria.

Mentre tutte le economie alleggeriscono o fermano i rialzo dei tassi d’interesse la Nuova Zelanda resta ferma nella sua posizione, con un alto rischio di squilibri economici in futuro. Il Dollaro Australiano sembra il miglior sostituto al Kiwi, se questo dovesse mancare all’appello prossimamente, Australia solida economicamente e con un tasso d’interesse previsto sopra il 7%.

 

 

Analisi tecnica

top_2-25.gifQuando le monete arrivano a livelli mai raggiunti nei decenni precedenti è estremamente difficile trovare chiara livelli di resistenza. Oggi l’alto livello a 0,8114 serve come primo punto di resistenza. Il doji in formazione, che è un segno di stanchezza sul grafico giornaliero, è preoccupante. Se il dollaro neozelandese rompe quota 0,8060 vi è una forte probabilità di vedere un movimento ribassista verso 0,7950. Al rialzo, non vi è alcuna grande resistenza fino a 0,8284 che rappresenta il 61,8 per cento di Fibonacci 1,0985 a 0,3906 di un onda ribassista che risale al 1978. Al di là di questo abbiamo la resistenza a 0,8395 che è una zona ad alta congestione del 1981.

 

Morning Meeting 26/02/08

Giornata ricca di dati e che si prospetta volatile. Alle 10:00 dati eurozona dalla Germania, carro di traino dell’area euro, con l’IFO previsto in lieve calo. Sempre alle 10:00 arriva un dato anche dai vicini svizzeri con il Consumption Indicator, che indica la spesa dei consumatori in beni e servizi, previsto in lieve calo a 2,150 rispetto ai 2.200 precedenti. Alle 10:30 dal Regno Unito, Business Investment q/q (p), previsto in calo all’1% rispetto al 2% precedente. Alle 2:30 importanti dati dagli Stati Uniti, con il PPI previsto al rialzo allo 0,4% rispetto al -0,3% precedente. Alle 4:00 invece, Consumer Confidence, prevista in forte ribasso a 82,00 rispetto agli 87,9% precedenti. Alle 10:45 dalla Nuova zelanda importante dato immobiliare, Building Consents m/m.

eurusd-h1-260208.jpgEuro Dollaro rimasto in laterale nella giornata di ieri. I bassi volumi di contrattazione sono destinati a finire proprio nella giornata odierna grazie all’elevato numero di dati e alla loro importanza, se i dati dovessero discostarsi di molto dalle previsioni potremmo assistere a movimenti frenetici. Sicuramente ci aspettiamo una rottura della congestione attuale, con target rimasti invariati rispetto a quelli indicati ieri.

eurchf-h1-260208.jpgEuro Franco Svizzero che nella giornata di ieri, dopo essere andato a target, ha effettuato movimenti molto strani a causa dell’alta volatilità e dell’indecisione di emrcato, ben evidente risulta infatti lo spike nel grafico. Abbiamo tracciato una nuova trendline di supporto che meglio si adatta all’alta volatilità delle ultime ore. Al rottura del supporto ha come target area 1,6090 mentre la rottura della resistenza in area 1,6165 ha un target in zona 1,6215. Visti il volume e l’importanza di dati di oggi è possibile lo sviluppo di un trend abbastanza definito, potrebbe essere opportuno cercare di seguire i movimenti che si sviluppano il più possibile seguendo in trailing stop.

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Euro Yen ha fatto capolino all’esterno del canale che da giorni ha imprigionato il cross. Nonostante il rientro al suo interno crediamo che il cross possa proseguire la sua corsa durante la giornata odierna, con target di movimento in area 161.50, target non obbligatoriamente raggiungibile oggi. Mantenere gli stop in caso di evoluzione contraria del movimento. Sotto area 159.60 lo scenario si tramuta di nuovo in laterale/ribassista con target 158.90.

Euro Sterlina continua a mantenersi nel tradign range laterale indicato ieri, le dinamiche previste rimangono attualmente inalterate.

gbpusd-h1-260208.jpgSterlina contro dollaro non è riuscito a formare un nuovo massimo, con la resistenza a 1,9700 che continua ad opporsi al movimento. Cross che attualmente si è appoggiato alla trendline dinamica rialzista che sorregge il movimento in atto. La rottura del supporto ci porterebbe in area 1,9560 come primo target mentre la rottura della resistenza segnalata in precedenza ha target 1,9785 circa.

Crescita USA pari a zero

crisi USABen Bernanke ha spiegato nei giorni precedenti come la banca Centrale Usa può evitare la recessione senza che l’inflazione sfugga di mano.

“Nel breve termine l’economia resta estremamente vulnerabile a ulteriori contrazioni a causa del sentiment che è ulteriormente peggiorato e l’atteggiamento aggressivo della FED che è stato parzialmente compensato da più rigide condizioni finanziarie” , scrivono gli economisti di Deutsche Bank in una nota ai clienti, “Ciò significa che la FED taglierà nuovamente io tassi, questo è quello che Mr. Bernanke esprimerà”

I mercati finanziari piazzano al 92 per cento le possibilità che la FED tagli i tassi di riferimento di mezzo punto percentuale alla prossima riunione della Fed il 18 marzo.

Abbiamo già visto la FED, preoccupata che le turbolenze finanziarie indeboliscano la già decrepita economia, tagliare i tassi 8 giorni prima della riunione prestabilita a gennaio e abbassarli nuovamente in seguito, creando uno dei più grandi tagli di tassi d’interesse nella storia americana.

 

Allo stesso tempo, i politici FED hanno preso nota di una crescente inflazione, sopra di qualche punto alla “zona comfort”. Fatto sottolineato anche dal dato di mercoledì che ha segnalato un aumento dell’indice dei prezzi al consumo di 4,3% rispetto ai 12 mesi precedenti.

Mentre l’aumento dei costi dell’energia e dei cibi rappresentava la maggiorparte dei guadagni, i prezzi core sono saliti del 2,%%, l’aumento più alto da marzo scorso.

L’aumento dei prezzi avviene insieme ad un mercato immobiliare in lotta,ì e un occupazione in rallentamento.

 

Se la crescita rimbalza rapidamente dopo l’attuale soft patch (non del tutto improbabile, data la quantità di stimolo fiscale e monetaria in cantiere), la Fed si può trovare a dover aumentare i tassi in maniera aggressiva più avanti durante l’anno per tenere i prezzi sotto controllo,” ha detto il consulente economico Carl Tannenbaum in una nota di ricerca.

 

Aggiornate le previsioni economiche rilasciate la settimana scorsa, la banca centrale degli Stati Uniti ha abbassato le sue prospettive di crescita per il 2008 tra il 1,3 per cento e il 2 per cento, citando la prolungata crisi degli alloggi e le strozzature nel mercato del credito. Tuttavia ha anche alzato entrambe le proiezioni per l’inflazione, core e globale.

 

La FED si trova a combattere il rallentamento economico e l’inflazione, mentre buona parte degli economisti pensa che la recessione si verificherà entro la fine dell’anno ma in maniera superficiale, la maggiorparte crede che il rallentamento sarà relativamente silenziato.

 

Occorre però restaurare le condizioni del mercato del credito per consentire un intensificazione moderata dei prestiti a imprese e privati. Parte di questa restaurazione inizia con il pacchetto di stimolo firmato a inizio febbraio, pacchetto che permettendo agevolazioni fiscali per le imprese e riduzioni fiscali fino a $ 600 per ogni singolo e $ 1200 per coppia, potrebbe stimolare la crescita economica nel secondo semestre a un tasso annuo 2,8 per cento.

Proprio questo pacchetto di stimolazione potrebbe scongiurare la recessione se ci sarà una giusta reazioni da parte di aziende e privati.

Nota dolente rimane invece il mercato immobiliare che è suscettibile ad avere un “notevole impatto negativo” sulla spesa dei consumatori questo anno.

 

Senza contare che Greenspan continua a mettere le dita nella piaga. “Ad oggi, la crescita economica degli Stati Uniti è a zero“, ha detto Greenspan in una conferenza di investimento a Jeddah, la seconda città più grande dell’Arabia Saudita. “Siamo alla velocità di stallo”.

Morning Meeting 25/02/08

Alle 3:50 di oggi pomeriggio, da New york, parlerà il goverbatore della FED Randall Kroszner che terrà una conferenza sul Risk Managment al “Global Association of Risk Management Professionals Annual Risk Convention”. Alle 4:00 sempre dagli USA, dato molto importante sulla vendita di case esistenti, previsto in calo a 4.8M dai 4.89M precedenti. Alle 7:50 sarà la volta di Trichet che parlerà da Francoforte.

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Euro Dollaro ha lateralizzato dopo aver testato l’ennesima volta senza successo l’area resistiva composta dalla trendline rialzista superiore del canale delineato nei giorni precedenti e la resistenza statica in area 1,4850. Se un ulteriore tentativo dovesse fallire ci aspettiamo un cross che si muoverà in direzione 1,4700. Alla rottura ribassista di area 1,4860 ci si aspetta un ritorno verso la parte bassa del canale all’incirca in area 1,4760, la rottura di questa area ci portarebbe al target indicato in precedenza a 1,4700 con un eventuale terzo e ultimo target in area 1,4630 circa. La rottura al rilazo di area 1,4850 ha invece un primo target a 1,4900, una continuazione del movimento ci porterebbe invece nuovamente a testare i massimi a 1,4960 circa.

eurchf-h1-250208.jpgEuro franco svizzero sta subendo un rimbalzo sempre all’interno della fatidica area laterale che oramai ha assunto le sembianze di un triangolo di congestione, da cui ci aspettiamo un bel movimento di uscita. Attualmente il movimento n corso ha un primo target in area 1,6160. Attenzione alla trendline rialzista a supporto di quest’ultimo movimento in atto, la sua rottura porterebbe ad altre evoluzioni del cross. Nel caso in cui la rottura avvenga con poca spinta il movimento più probabile a seguire è un laterale. Mentre se la candela di rottura dovesse avere un corpo nero abbastanza grosso l’obiettivo sarebbe un test dei minimi.

Euro Yen continua a rimanere compresso all’interno del piccolo canale contrassegnato negli scorsi giorni. Sintomo di forte indecisione del mercato, ci aspettiamo movimenti violenti alla sua uscita.

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Euro Sterlina in laterale, come è facile trovare i vari cross il lunedì mattina, con rottura di resistenza o supporto che causerebbero interessanti movimenti da una trentina di pips da sfruttare al volo e con velocità: un prendi fuggi, quasi scalping.

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Sterlina contro Dollaro uscito dal canale discendente e diretto verso area 1,9785 sta subendo un piccolo ritracciamento alla ricerca di un supporto, situato in area 1,9560 circa da dove prendere spunto per un ulteriore balzo alla ricerca del target segnalato. Questa è la dinamica che più ci sembra veritiera la movimento. Se dovesse invece rompere il supporto ci torveremmo presto intorno ad area 1,9440 circa.