Credit Suisse, altra vittima illustre si svaluta.

La Credit Suisse ha comunicato che ha tagliato , a causa di una revisione del valore degli assetti investiti in strumenti strutturati, di 2,85 miliardi di dollari, cancellando 1 miliardo di dollari dal suo reddito netto e facendo precipitare le proprie azioni.

La svalutazione deriva da un esame interno che ha
identificato errori nella determinazione del prezzo di
prodotti strutturati e nella valutazione di operazioni di
trading.

 

 

Nonostante tutto la banca ha affermato che le sue attese per il primo trimestre sono positive.

La svalutazione è stata l’ultima di una serie di annunci scioccanti da parte delle banche globali e segue la rivelazione di un grande e nuovo subprime esposto a rischio da parte di UBS e lo scandalo di Societe Generale.

Tutto ciò riflette “significativi eventi avversi nello sviluppo dei mercati nel primo trimestre” ha detto Credit Suisse in una dichiarazione martedì , facendo scendere le proprie azioni, cadute di oltre 7% nei primi minuti di negoziazione.

Un portavoce ha detto che la Credit Suisse non è stata in grado di quantificare l’incidenza degli errori e dei target sbagliati sulle dimensioni della svalutazione.

Gli analisti hanno detto che sono stati storditi da l’annuncio, da parte del Credit Suisse, che fino ad ora era stato praticamente intoccata dal disastro subprime.

“Questo è un disastro. Questa potrebbe essere la punta di un iceberg. Secondo la presentazione che hanno dato una settimana fa le loro esposizioni verso mutui residenziali sono di 8,7 miliardi di franchi svizzeri e CDOs per 2,7 miliardi di franchi e ora hanno appena scritto $ 2,85 miliardi più giù, “, Ha detto Peter Thorne analista Helvea

La banca ha inaugurato la settimana nell’ultimo trimestre un utile netto di 1,329 miliardi di franchi.

L’annuncio choc è stato un duro colpo per la Credit Suisse, che solo la scorsa settimana aveva rifilato la svalutazione per il 2007, legata alla crisi subprime a 2,0 miliardi di franchi svizzeri.

Diversamente dalla sua principale rivale svizzera UBS, che è stata colpita da 18 miliardi di euro di spese, e da alcune delle maggiori banche americane come Citigroup, la Credit suisse era rimasta fino ad ora indenne dalla crisi del credito.

“Ci saranno anche da valutare se una parte di queste riduzioni potrebbero influire sui risultati 2007,” ha detto CS in una dichiarazione.

La crisi del credito continua a mietere vittime illustri, finché continueremo a ricevere questi segnali gli scenari per i mercati non sono dei più rosei

La Sterlina scivola dalla (Northern) Rock.

sterlina I trader sulle valute tornano dal week end con la notizia che il governo britannico ha deciso di nazionalizzare la tormentata Banca Northern Rock rifiutando due offerte da privati nonostante le denunce e le minacce del contenzioso dalle società azioniste.

Inizialmente la notizia non ha prodotto reazioni durante la sessione asiatica, il pounds è rimasto pressoché ai livelli di chiusura di venerdì. Ma l’apertura di Londra ha proposto un attacco di ordini di vendita in quanto il mercato è diventato preoccupato per l’integrità del sistema bancario nel Regno Unito.

La preoccupazione dimostrata dalla rezione del mercato non gira intorno alla singola questione Northern Rock, ma piuttosto sulla possibilità di ulteriori operazioni di soccorso su altri istituti bancari del Regno Unito catturati dalla crisi Subprime. Se questo fosse vero, l’operazione non sarebbe la fine della faccenda ma piuttosto l’inizio di una serie di interventi di aiuti da parte del governo per risanare il sistema finanziario, pietra miliare fulcro della spinta economia britannica. Il venire meno del sistema finanziario metterebbe sotto pressione la BOE.

La sterlina come risultato è capitolata contro dollaro e contro l’euro. La notizia della Northern Rock mette in evidenza l’idea che mentre l’economia USA è lungi dall’essere sana la situazione nel resto del mondo, potrebbe essere decisamente peggio.

Con gli USA chiusi è improbabile che durante la sessione americana ci siano ulteriori fuochi d’artificio.

L’Euro Dollaro continua ad essere scambiato in una area compresa tra 1.4900 e 1.4500, e i trader studiano il prossimo tema che si svilupperà. Questa settimana il calendario è relativamente mite, con solo il CPI a fornire linee guida ai trader.

La BCE e le banche del quartierino.

Che alla BCE piaccia o no, o semplicemente voglia ammetterlo, in Europa esiste un grande problema di credito bancario, le banche sono gonfie di debito che sono state costrette a mantenere , lasciando le capacità di nuovi prestiti veramente limitate.

Niente di tutto questo può dar luce all’economia europea.

E mentre la volontà della BCE nel fornire liquidità alle banche per emanare prestiti ha evitato un vero e proprio disastro, allo stesso tempo si sono lasciate molte banche con un modello di business inadatto assumersi rischi maggiori con nuove estensioni nel campo creditizio.

In contrasto con la Federal Reserve la banca centrale Europea è rimasta impassibile contro le pressioni per un taglio dei tassi d’interesse, e sembra destinata nel giorno di domani a mantenere la posizione secondo cui l’inflazione sembra il rischio maggiore per l’economia.

I mercati scommettono che la BCE taglierà i tassi solo nella seconda parte dell’anno dal 4% fissato giugno 2007.

In definitiva ritengo che la BCE sarà costretta, che le piaccia o non piaccia, ad uno scenario inflazionistico.“, ha detto Chapman Meyrick, stratega alla UBS di Londra.

“È possibile che vi sia una sorta di grande dislocazione prossimamente. La BCE non sembra capire quello che io vedo come un grave problema nel sistema bancario”.

Dati recenti dimostrano che il male è stato semplicemente trasferito dal sistema bancario all’economia reale.
Una indagine della BCE nei prestiti bancari della zona Euro ha mostrato come ci sia stato un brusco inasprimento negli standard creditizi nel mese di gennaio, il rilascio della relazione è stato rimandato di un mese a causa dei disordini finanziari.

Il 41% delle banche ha reso le condizioni di credito molto più difficili per le aziende, circa un terzo in più rispetto al terzo trimestre del 2007. Il 21% ha inasprito i mutui sulla casa , quasi il doppio rispetto ad ottobre.

“Il forte inasprimento riflette il deterioramento delle condizioni del mercato finanziario fin dall’inizio delle turbolenze finanziarie dell’estate scorsa e un peggioramento delle situazioni delle banche”, ha scritto la BCE nella relazione.

Per capire il perché questo probabilmente peggiorerà e perché questo forzi la BCE ad un taglio tassi, bisogna guardare allo stato delle finanze bancarie.

La massiccia iniezione di credito di fine anno da parte della BCE ha permesso di alleviare il peso sulle spalle delle banche e di far ritornare i tassi interbancari alla normalità.

Ma la maggiore causa delle strette sui finanziamenti, l’indebolimento devi vincoli delle banche sui loro assetti e la scomparsa delle cartolarizzazioni di mercato che erano state una valvola di sicurezza, non è migliorata.

Poiché molti tipi di prestiti non possono essere più emanati dalle banche , molti sono stati presi per mantenerli e usandoli come garanzia per i prestiti a breve termine da parte della BCE.

Secondo calcoli dell’UBS le banche spagnole hanno tenuto più di 30 miliardii di Euro in asset-backed securities negli ultimi 4 mesi del 2007

La banca olandese Rabobank la settimana scorsa ha detto di aver creato un mortgage-backed bond da 30 miliardi di euro per mantenere mantenere il suo bilancio, anche se al momento ha detto di non aver ancora presentato garanzia, ma potrebbe in futuro.

I titoli di debito detenuti dalle banche sono aumentati a più di 200 miliardi di euro nell’ultimo semestre del 2007 in tutta l’euro zona, roba che vorresti sbolognare a chiunque altro.

E mentre la BCE ha in effetti lanciato un finanziamento salvagente per la maggior parte di essi non si sa ancora dove questo salvagente approderà.

 

“Non è una strategia di finanziamento a lungo termine”, ha detto Jochen Felsenheimer, stratega del credito presso Unicredit (HVB) a Monaco di Baviera.

La BCE sta fornendo il denaro a breve termine alle banche per sopravvivere nelle situazioni critiche, ma questo non è un modello di business.”

In effetti, secondo Felsenheimer, molte banche sono ora in grado di ottenere un finanziamento a tassi che consentano loro di emettere prestiti ad alto profitto ai loro clienti di maggiore qualità.

Questa è semplicemente una situazione non sostenibile.

E allora come risolvere questa situazione? Se le cartolarizzazioni tornano in vigore sarebbe risolta in un colpo, ma pochi stanno prevedendo ciò nel 2008.

Le banche stanno già studiando le loro situazione e stanno sbattendo sul freno creditizio. Nulla migliorerà finché i loro bilanci non saranno riparati. Senza contare il rallentamento della domanda da parte degli USA che rischia di scombinare la crescita economica.

 

Come abbiamo visto negli stati uniti, se il sistema finanziario è rotto, i tagli ai tassi d’interesse fanno parte della lenta e dolorosa cura.

 

Probabilmente la BCE aspetta che la tempesta dei mercati si calmi ancora, che le banche riescano a sistemare i propri conti almeno in parte tramite iniziazioni di liquidità e finanziamenti continuando a menar per l’aria lo spauracchio dell’inflazione, quando mezza Europa si lamenta di un Euro troppo forte. Ma si è già notato come i mercati reagiscano sempre meno alla parola inflazione, segno che i giochi da BCE del quartierino stanno per finire. L’euro sarà fatto scendere per ridare respiro all’economia? I tassi potrebbero essere tagliati prima dell’estate?

 

Meglio far saltare qualche banca in più piuttosto che piegare un intera economia che si basa eccessivamente sul debito e sulle speranze, piuttosto che su basi solide e prospettive realistiche.

 

Arrivederci Carry Trade

E’ stato divertente finché è durato, ma il carry trade, forse la più grande scommessa a Leva finanziaria, sta rapidamente svanendo dalla scena.

La pratica di assumere prestiti elevati in monete a basso tasso d’interesse come lo Yen e il Franco Svizzero, investendo poi in qualche strumento o valuta più alto tasso d’interesse o in qualche mercato si pensi salga, è stato stimato fino ad 1 trilione di dollari.

Ma il grande ricalcolo del debito in corso ha fatto sì che le banche siano più paurose nel prestare e gli investitori abbiano paura nell’assumersi più rischio.

I mercati sono diventati molto volatili negli ultimi messi, aumentando il rischio di perdere grossi quantitativi di denaro nel carry trades, mentre il calo dei tassi d’interesse in mercati come gli Stati Uniti ruba al sistema parte della sua potenza.

 

“con le condizioni di prestito più severe ci sarà meno appetito per investimenti carry trades” ha detto Simon Derrick, capo delle ricerche valutarie presso Bank of New York Mellon a Londra.”E se gli investitori vedono meno opportunità in mercati ad alto rischio, allora non sono da prendere più a prestito”.

Il carry trades ha presto chiaramente un brutto colpo da quando i mercati sono diventati instabili l’estate scorsa, come mostrato nel rafforzamento dello Yen.

 

Lo Yen era in calo dal 2000, in quanto gli investitori, o speculatori se preferite, prendevano in prestito Yen per poi acquistare dai Bonds del governo neozelandese, alle case alle Hawaii.

Ma lo Yen da questa estate si è rafforza di circa il 13% nei confronti del dollaro, e in modo consistente contro tutte le altre valute.

Prendere in prestito Yen allo 0,5% per comprare bond Neozelandesi a due anni con interesse più alti del 7% è veramente una manna, sino a quando lo yen non si rafforza e il tuo debito diventa più grosso.

L’impulso è ora invertito e ci sono molte probabilità che il carry trades cesserà.

“i giorni della bassa volatilità sono dietro di noi”Ashley Davies di UBS a Singapore, ha scritto in una nota ai clienti.

“Il carry trades a leva sarà probabilmente rimarrà limitato, in quanto le banche d’investimento stanno assumendo un approccio più cauto per la gestione del capitale in seguito alla subprime”

 

Dove è Andata la Signora Watanabe???

 

Un Fenomeno del carry trades è stato” l’onorevole Watanabe”, l’arechetipo della casalinga che in massa diventano grandi speculatrici in carry trades, impegnando più volte il suo capitale per vendere yen e comprare Lira turca ad alto rendimento o altri beni.

Da alcune stime alcuni piccoli trader hanno fatto, durante la scorsa estate, più del 25% nelle ore diurne giapponesi.

Utilizzando i dati del Tokyo Financial ExchangeUBS calcola che dalle vette di luglio, la quantità di short sullo yen è calata di circa il 60% da parte dei trader a margine.

Allo stesso tempo i trader off-shore operanti nel Chicago Mercantile Exchange stanno fortemente scommettendo sull’aumento dello Yen, secondo UBS, una completa inversione nel 2007 e la più grande scommessa simile al 2004, quando vi erano le speranze di un rimbalzo economico in Giappone.

Ed il carry trades non è solo sul fronte del declino dello yne, ma anche sui franchi Svizzeri, dove esistono simili forse di lavoro, dove i tassi d’interesse sono bassi e i bond a due anni sono al 2,07%.

Va detto che il ricalcolo dei carry trades è stato finora piuttosto ordinato: non ci sono stati davvero nessuno dei violenti movimenti a breve termine dello yen come abbiamo assistito nel 1998, quando la Russia la gestione dei capitali Russi, di default long è esplosa.

E’ chiaro naturalmente che non si è privi di rischio. Mentre le banche mantengono probabilmente i loro clienti di Hedge Funds attaccati al guinzaglio la Signora Watanabe si è ritirata, ci sono altri che potrebbero rimanere intrappolati da eventuali future oscillazioni dello yen o del franco svizzero. Un Gran numero di aziende Koreane ha ammesso di essere state finanziate in Yen.

E in Europa centrale e orientale molti individui prendono prestiti in altre valute, di solito in franchi svizzeri, al fine di finanziare l’acquisto di abitazioni a casa.

Per i Mutuatari ungheresi può essere un bel risparmio visto il divario del 4,5% nei tassi a 10 anni.

A Novembre in Ungheria c’erano 18 miliardi di Dollari di prestiti vincolati al forex.

Dopo la caduta del franco di quasi un 6% contro il fiorino i debiti sono diventati più pesanti, e potrebbero diventarlo ancora di più.

 

E allora arrivederci Carry Trades, ti aspetteremo una volta passata la crisi!

Banche Sotto Inchiesta

Interessante la notizia secondo cui la FBI stia indagando ben 14 banche per lo scandolo Mutui Sbprime. Sembra infatti che siano stati concessi mutui subprime pur in assenza di valide garanzie reddituali e che in seguito questi mutui siano stati collocati sul mercato senza che se ne rivelasse il vero livello di rischio. Da qui l’ipotesi di frode per 14 banche per adesso innominate.

L’investigazione avviata dalla FBI non è l’unica in corso, i procuratori dello stato di New York e del Connecticut hanno reso noto di star esaminando se le banche di Wall Street abbiano nascosto agli investitori dettagli sul reale livello di rischio delle cartolarizzazioni di mutui subprime esponendoli così a rischi ingiustificati. Le statistiche fornite dall’Fbi confermano intanto che i casi per frodi legate ai mutui sono in forte aumento: al momento sono aperti 1.210 dossier contro i circa 800 di un anno fa.

E non mancano anche numerosi fallimenti di banche o Broker, ancora sotto inchiesta per esempio il Broker Market Maker FXLQ che sembra abbia fatto sparire bene 50 Milioni di dollari!

E le banche italiane? Saranno tutte a posto? La Consob si sta dando da fare? Possibile che nessuna delle banche Italiane sembri essere stata intaccata da questa crisi?