Dollaro da record…negativo!

Per la prima volta dal 1995 lo yen è stato quotato in doppia cifra anziche in tripla cifra, USD/YEn è scivolato al di sotto della barriera a 100 colpendo un minimo di 99,74 nei primi minuti delle borse europee. Nel frattempo Euro dollaro ha rotto la barriera a 1,5600, target segnalato giorni fa, per formare un nuovo massimo storico a 1,5625. Il sentiment anti dollaro statuinitense si fa sempre più pressante e diffuso.

In una notte dove il calendario economico è stato sterile, i flussi commerciali sono stati dominati da continue preoccupazioni per l’economia statunitense e l’incapacità della Fed nel risolvere i problemi finanziari. L’avversione al rischio è stata la chiave dalla giornata, con i mercati da Tokyo a Shangay, o come Londra e Francoforte, dove si registrano perdite in tripla cifra.

I mercati attirano pochi compratori, e la BOJ non ha ancora comunicato nessuna intenzione riguardo il sostegno del dollaro, come fece negli anni passati. Di fatto come già suggerito negli articoli precedenti il giappone ora ha una forte domanda anche da paesi al di fuori degli USA, quindi il tasso di cambio USD/JPY assume molta meno importanza rispetto agli anni precedenti.

Tuttavia, nonostante i rumors di un intervento della Boj con nessuna conferma, la situazione non potrà deteriorare per molto con il G7 prossimo alla riunione. Con i mercati impazziti e il dollaro in forte crisi il sistema finanziario mondiale diventa troppo instabile.

Fino ad ora gli interventi a sostegno del dollaro sono stati abbastanza tiepidi, ma un intervento unitario delle banche centrali potrebbe ridare una parvenza di equilibrio al mercato valutario.

Arrivederci Carry Trade

E’ stato divertente finché è durato, ma il carry trade, forse la più grande scommessa a Leva finanziaria, sta rapidamente svanendo dalla scena.

La pratica di assumere prestiti elevati in monete a basso tasso d’interesse come lo Yen e il Franco Svizzero, investendo poi in qualche strumento o valuta più alto tasso d’interesse o in qualche mercato si pensi salga, è stato stimato fino ad 1 trilione di dollari.

Ma il grande ricalcolo del debito in corso ha fatto sì che le banche siano più paurose nel prestare e gli investitori abbiano paura nell’assumersi più rischio.

I mercati sono diventati molto volatili negli ultimi messi, aumentando il rischio di perdere grossi quantitativi di denaro nel carry trades, mentre il calo dei tassi d’interesse in mercati come gli Stati Uniti ruba al sistema parte della sua potenza.

 

“con le condizioni di prestito più severe ci sarà meno appetito per investimenti carry trades” ha detto Simon Derrick, capo delle ricerche valutarie presso Bank of New York Mellon a Londra.”E se gli investitori vedono meno opportunità in mercati ad alto rischio, allora non sono da prendere più a prestito”.

Il carry trades ha presto chiaramente un brutto colpo da quando i mercati sono diventati instabili l’estate scorsa, come mostrato nel rafforzamento dello Yen.

 

Lo Yen era in calo dal 2000, in quanto gli investitori, o speculatori se preferite, prendevano in prestito Yen per poi acquistare dai Bonds del governo neozelandese, alle case alle Hawaii.

Ma lo Yen da questa estate si è rafforza di circa il 13% nei confronti del dollaro, e in modo consistente contro tutte le altre valute.

Prendere in prestito Yen allo 0,5% per comprare bond Neozelandesi a due anni con interesse più alti del 7% è veramente una manna, sino a quando lo yen non si rafforza e il tuo debito diventa più grosso.

L’impulso è ora invertito e ci sono molte probabilità che il carry trades cesserà.

“i giorni della bassa volatilità sono dietro di noi”Ashley Davies di UBS a Singapore, ha scritto in una nota ai clienti.

“Il carry trades a leva sarà probabilmente rimarrà limitato, in quanto le banche d’investimento stanno assumendo un approccio più cauto per la gestione del capitale in seguito alla subprime”

 

Dove è Andata la Signora Watanabe???

 

Un Fenomeno del carry trades è stato” l’onorevole Watanabe”, l’arechetipo della casalinga che in massa diventano grandi speculatrici in carry trades, impegnando più volte il suo capitale per vendere yen e comprare Lira turca ad alto rendimento o altri beni.

Da alcune stime alcuni piccoli trader hanno fatto, durante la scorsa estate, più del 25% nelle ore diurne giapponesi.

Utilizzando i dati del Tokyo Financial ExchangeUBS calcola che dalle vette di luglio, la quantità di short sullo yen è calata di circa il 60% da parte dei trader a margine.

Allo stesso tempo i trader off-shore operanti nel Chicago Mercantile Exchange stanno fortemente scommettendo sull’aumento dello Yen, secondo UBS, una completa inversione nel 2007 e la più grande scommessa simile al 2004, quando vi erano le speranze di un rimbalzo economico in Giappone.

Ed il carry trades non è solo sul fronte del declino dello yne, ma anche sui franchi Svizzeri, dove esistono simili forse di lavoro, dove i tassi d’interesse sono bassi e i bond a due anni sono al 2,07%.

Va detto che il ricalcolo dei carry trades è stato finora piuttosto ordinato: non ci sono stati davvero nessuno dei violenti movimenti a breve termine dello yen come abbiamo assistito nel 1998, quando la Russia la gestione dei capitali Russi, di default long è esplosa.

E’ chiaro naturalmente che non si è privi di rischio. Mentre le banche mantengono probabilmente i loro clienti di Hedge Funds attaccati al guinzaglio la Signora Watanabe si è ritirata, ci sono altri che potrebbero rimanere intrappolati da eventuali future oscillazioni dello yen o del franco svizzero. Un Gran numero di aziende Koreane ha ammesso di essere state finanziate in Yen.

E in Europa centrale e orientale molti individui prendono prestiti in altre valute, di solito in franchi svizzeri, al fine di finanziare l’acquisto di abitazioni a casa.

Per i Mutuatari ungheresi può essere un bel risparmio visto il divario del 4,5% nei tassi a 10 anni.

A Novembre in Ungheria c’erano 18 miliardi di Dollari di prestiti vincolati al forex.

Dopo la caduta del franco di quasi un 6% contro il fiorino i debiti sono diventati più pesanti, e potrebbero diventarlo ancora di più.

 

E allora arrivederci Carry Trades, ti aspetteremo una volta passata la crisi!