Dottore ho un Dollaro di Traverso.

Il mercato forex chiuderà questa sera, e per le vacanze pasquali i mercati saranno fermi. Gli istituzionali iniziano a chiudere operazioni in prospettiva di aprile, in giappone il 31 marzo è la fine dell’anno fiscale e ci sono molti capitali che stanno attualmente rientrando in patria. Stiamo quindi osservando ritracciamenti e movimenti contrari in tutti i trend. Ma quello che la maggiorparte dei trader  e degli investitori comuni si sta chiedendo adesso è:

 

E’ opportuno comprare dollari?”

 

Come abbiamo avertito per più giorni la debolezza del dollaro non è finita. Tuttavia tale affermazione è vera solo per il dollaro statunitense contro lo yen giapponese, il franco svizzero e in una certa misura l’euro. Questo è dovuto al fatto che il dollaro statunitense effettivamente sì è rafforzato contro le commodities currency e la sterlina britannica con l’avversione al rischio che domina il mercato valutario. Anche se ci aspettiamo che il dollaro USA continui a indebolirsi contro l’Euro, Yen giapponese e franco svizzero, si potrebbe vedere un ulteriore recupero contro le valute ad alto rendimento. Essere lunghi in dollari potrebbe non essere un trade sbagliato se questo avviene contro le valute giuste. Le oscillazioni in tripla cifra nel mercato azionario statunitense e 300 pips di oscillazione delle valute renderanno molto difficile il recupero dei carry trade. Poiché la AUD / USD e NZD / USD sono anche carry trades, sono vulnerabili a ulteriore debolezza. Il dollaro è ora un finanziamento per la moneta carry trades, ed è importante per gli operatori non dimenticarlo. Per fortuna la Federal Reserve non è sola. Secondo Barney Frank, il presidente del comitato per i servizi finanziari, il dipartimento del Tesoro è finalmente pronto per discutere i modi per aiutare le centinaia di migliaia di americani di fronte a pignoramenti. Le proposte di Frank includono il “perdono” di una porzione di alcuni dei principali rimanenti e assicurazioni fino a $ 300 miliardi in rifinanziamenti, costo delle ipoteche abbordabile. I requisiti patrimoniali sono stati tagliati per Fannie Mae e Freddie Mac, il che consentirà loro di utilizzare alcuni dei loro fondi in eccesso per l’acquisto di ipoteche. Questo dovrebbe aggiungere fino a $ 200 miliardi di immediata liquidità in titoli garantiti da ipoteca di mercato e, si spera, la combinazione di sforzi da parte del governo americano e della Federal Reserve ponga fine al mercato della miseria.

Realisticamente, ci vorrà qualche tempo prima che questi piani passino e qualsiasi stimolo ha bisogno di tempo anche per filtrare nei mercati.

Nel frattempo, l’indice di produzione Philadelphia Fed e principali indicatori di indagine sono previsti per questo pomeriggio.

 

Apre opportuno quindi tirare fuori un bel grafico per illustrare le opportunità di trading sul dollaro, e sul suo recupero. La situazione che ci pare più interessante e ricca di risvolti per il futuro è aud/usd. Più volte abbiamo parlato del dollaro australiano come moneta che sta prendendo il posto di valuta ad alto rendimento regina del carry trade. E più volte abbiamo detto come il dollaro sia divenuto oggetto di finanziamenti in carry trade, e lo diventerà maggiormente, scansando il franco svizzero. Inoltre si prospettano entro giugno  ulteriori tagli dei tassi d’interesse da parte della Fed fino a 1,75%, quindi tagli per un totale di 50 punti base. Il che rende la valuta statunitense ancora più appetibile e oggetta a speculazioni.

Riportiamo quindi il grafico AUD/USD (dollaro australiano contro dollaro statunitense).

 

audusd-20-marzo-weekly.jpg

 

 

Il grafico è comparso anche sul forum nei giorni scorsi in una discussione interessante che vi invitiamo a visionare.

 

Il cross è incastonato in un canale rialzista di lungo periodo, un trend al rialzo partito all’incirca nel 2001, ovvero all’inizio della lunga e costante discesa del dollaro. Volendo paragonare l’andamento a euro dollaro possiamo notare grosse diversità negli ultimi movimenti: in concomitanza con il diminuire dei tassi USA e l’aumentare dei tassi australiani si osservano i tipici movimenti di un mercato in speculazione. Salite importanti e violente discese, un po’ come si è potuto osservare ll’anno scorso con pounds yen, dopo lunghe salite cadute rovinose. Il fenomeno del carry trade sul questo cross è ovviamente giovane, le salite non sono durate in modo eccessivo, poiché solo i più lungimiranti hanno capito come si sarebbe sviluppata la situazione. Siamo quindi convinti che sarà possibile sfruttare il fenomeno carry trade ad ogni ribasso, finché il cross resterà all’interno del suo canale rialzista.

Possiamo osservare sul grafico, a conferma delle parole di inzio articolo, come il dollaro si sia rafforzato in maniera più evidente nei confronti del dollaro australiano rispetto che all’euro e allo yen in quest’ultima settimana.

Abbiamo quindi abbozzato un conteggio di onde di elliott incastonato al canale suddetto. Alla rottura della trendlinza azzurra, di supporto all’ultimo movimento rialzista, potremmo trovarci in un abc ribassista. L’onda c, che dovrebbe essere l’ultima onda del ritracciamento delle prime onde impulsive, terminerebbe proprio alla base del canale, che si può sfruttare per nuove entrate long in carry trade e probabilmente un nuovo ciclo impulsivo, con, sempre meglio ricordarlo, ritracciamenti violenti a causa della grande componente speculativa che si verrebbe a formare proprio per il fenomeno del carry trade.

Riteniamo che per chi fosse convinto di un recupero, comunque temporaneo, del dollaro, i cross con più alte possbilità di realizzazione sono quelli con grossi differenziali dei tassi d’interesse, escluso l’euro.

Ricordiamo anche Pounds contro dollaro usa che sta raggiungendo il secondo target che abbiamo indicato nella giornata di ieri.

 

Correlazioni Intermarket: il dollaro si avvicina a una nuova Era

Oggi ospitiamo l’articolo di un amico e collega Blogger esperto in correlazioni intermarket. Un articolo interessante che prospetta e delinea nuovi possbili scenari per il futuro del dollaro, persino come valuta d’indebitamento per il carry trade, chissà che dopo il nostro articolo Arrivederci Carry trade ne creeremo uno con scritto “Buongiorno Dollaro carry trade”

Buona lettura!

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Molti penseranno che questa ipotesi sia un po ‘ buttata lì, senza capo né coda. Ma in realtà… potrebbe nascondere una vera e propria novità nell’ambito dell’analisi intermarket. Una di quelle cose che potrebbero diventare veramente rivoluzionarie. Una situazione figlia ovviamente di un mercato in grande fase evolutiva, con nuovi equilibri, nuove potenze economiche e nuove valute alla ribalta.
E l’idea mi è nata facendo alcune valutazioni in particolare su due vecchie nostre conoscenze, il dollaro USA e il petrolio.

Punto primo: petrolio e backwardation

Tanto per cominciare, vado a riprendere un post scritto qualche giorno fa.
Per visualizzare il post citato cliccate qui.
In questo articolo parlavo di uno scenario che reputo molto interessante. Dalle ultime settimane, a causa del pericolo recessione e della politica monetaria USA, ci sia finalmente la rottura della correlazione tra il petrolio e il dollaro USA. Difatti dal grafico postato nel suddetto articolo sembra abbastanza evidente un tentativo di cambiamento di tendenza. Fin qui nulla di sconvolgente.
Poi però, mi sono andato a vedere anche il grafico della curva forward del WTI, e qui ho iniziato a vedere le prime novità. Guardate voi stessi li grafico.
CURVA FORWARD PETROLIO 2008Come ho detto in passato, il petrolio tratta in “backwardation”, ovvero con i prezzi a pronti maggiori di quelli a termine. E questa cosa è sempre stata enormemente “particolare”: però se guardate il grafico appena postato, vedrete che le cose stanno cambiando. La curva si sta appiattendo e la classica configurazione in “backwardation” sta venendo meno. Assistiamo finalmente ad una normalizzazione della situazione, con target un più normale contango (con prezzi a pronti inferiori dei prezzi a termine)? Può darsi… E quindi, se così fosse, significherebbe una forte diminuzione della speculazione sull’oro nero anche a causa del vistoso rallentamento economico globale.

Punto secondo: dollaro decorrelato e…

Ma attenzione: se ricordate, la speculazione sul petrolio portava questa commodity ad avere una correlazione con il dollaro USA, il quale però si sta sganciando (sembra…) dal petrolio. Anche perché la situazione “logica” sarebbe la seguente.
Facciamo un rapido riepilogo:

Rallentamento economico = Diminuzione prezzo petrolio
Politica monetaria espansiva FED = Diminuzione Dollar Index

 

Come ben ricorderete, fino a poco tempo assistevamo ad un effetto “compensazione” tra i due, il che portava ad una apparente stabilizzazione dei corsi (e degli introiti per gli arabi). Ma oggi non è più così. Ecco perché l’OPEC difende le sue posizioni, minacciando anche tagli di produzione.
Ma veniamo al dunque. Come ben sapete, la FED ha generosamente tagliato i tassi. Siamo passati in pochi giorni dal 4.25% al 3%. Un ridimensionamento dei tassi senza pari. E quindi oggi siamo al 3%, un tasso che non è poi così alto… tanto da indurre gli hedge funds ad iniziare ad usare il dollaro USA per fare carry trade! E’ questo il nuovo fenomeno, che “umilia” la valuta americana, mettendola all’interno di una spirale speculativa nuova per una colonna dell’imporatnza del biglietto verde. E questo potrebbe comportare forte volatilità e speculazione. Morale: potrebbe significare un primo passo verso la fine del dollaro come valuta di riferimento, in quanto questo scenario fa perdere la solidità e affidabilità alla suddetta valuta, considerato come vero punto di riferimento globale monetario.
Come mai in passato non si era mai vista una situazione del genere? Semplice, stiamo assistendo a 2 politiche sui tassi d’interesse che sono divergenti e quindi aprono lo spazio a nuovi scenari.
Ovviamente, e tengo a precisarlo, il mio è un discorso volto a presentarvi questo nuovo fenomeno. Però non intendo decretare in questa sede la morte definitiva del dollaro, bensì un nuovo scenario che potrebbe, nel tempo, portare a far perdere al dollaro il ruolo di valuta di riferimento.
E visto che potremo avere nuovi tagli in ambito FED, molto probabilmente assisteremo a nuovi carry trade a scapito del dollaro USA.

 

 

tratto da: Intermarket and More

Arrivederci Carry Trade

E’ stato divertente finché è durato, ma il carry trade, forse la più grande scommessa a Leva finanziaria, sta rapidamente svanendo dalla scena.

La pratica di assumere prestiti elevati in monete a basso tasso d’interesse come lo Yen e il Franco Svizzero, investendo poi in qualche strumento o valuta più alto tasso d’interesse o in qualche mercato si pensi salga, è stato stimato fino ad 1 trilione di dollari.

Ma il grande ricalcolo del debito in corso ha fatto sì che le banche siano più paurose nel prestare e gli investitori abbiano paura nell’assumersi più rischio.

I mercati sono diventati molto volatili negli ultimi messi, aumentando il rischio di perdere grossi quantitativi di denaro nel carry trades, mentre il calo dei tassi d’interesse in mercati come gli Stati Uniti ruba al sistema parte della sua potenza.

 

“con le condizioni di prestito più severe ci sarà meno appetito per investimenti carry trades” ha detto Simon Derrick, capo delle ricerche valutarie presso Bank of New York Mellon a Londra.”E se gli investitori vedono meno opportunità in mercati ad alto rischio, allora non sono da prendere più a prestito”.

Il carry trades ha presto chiaramente un brutto colpo da quando i mercati sono diventati instabili l’estate scorsa, come mostrato nel rafforzamento dello Yen.

 

Lo Yen era in calo dal 2000, in quanto gli investitori, o speculatori se preferite, prendevano in prestito Yen per poi acquistare dai Bonds del governo neozelandese, alle case alle Hawaii.

Ma lo Yen da questa estate si è rafforza di circa il 13% nei confronti del dollaro, e in modo consistente contro tutte le altre valute.

Prendere in prestito Yen allo 0,5% per comprare bond Neozelandesi a due anni con interesse più alti del 7% è veramente una manna, sino a quando lo yen non si rafforza e il tuo debito diventa più grosso.

L’impulso è ora invertito e ci sono molte probabilità che il carry trades cesserà.

“i giorni della bassa volatilità sono dietro di noi”Ashley Davies di UBS a Singapore, ha scritto in una nota ai clienti.

“Il carry trades a leva sarà probabilmente rimarrà limitato, in quanto le banche d’investimento stanno assumendo un approccio più cauto per la gestione del capitale in seguito alla subprime”

 

Dove è Andata la Signora Watanabe???

 

Un Fenomeno del carry trades è stato” l’onorevole Watanabe”, l’arechetipo della casalinga che in massa diventano grandi speculatrici in carry trades, impegnando più volte il suo capitale per vendere yen e comprare Lira turca ad alto rendimento o altri beni.

Da alcune stime alcuni piccoli trader hanno fatto, durante la scorsa estate, più del 25% nelle ore diurne giapponesi.

Utilizzando i dati del Tokyo Financial ExchangeUBS calcola che dalle vette di luglio, la quantità di short sullo yen è calata di circa il 60% da parte dei trader a margine.

Allo stesso tempo i trader off-shore operanti nel Chicago Mercantile Exchange stanno fortemente scommettendo sull’aumento dello Yen, secondo UBS, una completa inversione nel 2007 e la più grande scommessa simile al 2004, quando vi erano le speranze di un rimbalzo economico in Giappone.

Ed il carry trades non è solo sul fronte del declino dello yne, ma anche sui franchi Svizzeri, dove esistono simili forse di lavoro, dove i tassi d’interesse sono bassi e i bond a due anni sono al 2,07%.

Va detto che il ricalcolo dei carry trades è stato finora piuttosto ordinato: non ci sono stati davvero nessuno dei violenti movimenti a breve termine dello yen come abbiamo assistito nel 1998, quando la Russia la gestione dei capitali Russi, di default long è esplosa.

E’ chiaro naturalmente che non si è privi di rischio. Mentre le banche mantengono probabilmente i loro clienti di Hedge Funds attaccati al guinzaglio la Signora Watanabe si è ritirata, ci sono altri che potrebbero rimanere intrappolati da eventuali future oscillazioni dello yen o del franco svizzero. Un Gran numero di aziende Koreane ha ammesso di essere state finanziate in Yen.

E in Europa centrale e orientale molti individui prendono prestiti in altre valute, di solito in franchi svizzeri, al fine di finanziare l’acquisto di abitazioni a casa.

Per i Mutuatari ungheresi può essere un bel risparmio visto il divario del 4,5% nei tassi a 10 anni.

A Novembre in Ungheria c’erano 18 miliardi di Dollari di prestiti vincolati al forex.

Dopo la caduta del franco di quasi un 6% contro il fiorino i debiti sono diventati più pesanti, e potrebbero diventarlo ancora di più.

 

E allora arrivederci Carry Trades, ti aspetteremo una volta passata la crisi!