Quanto durerà la corsa del dollaro neozelandese?
Estendendo la sua impressionante corsa al rialzo per l’ottavo giorno consecutivo, “l’albatros” dollaro neozelandese ha colpito un massimo degli ultimi 22 anni, sopra gli 81 centesimi di dollaro. E’ la prima volta che si vede questa moneta a certi livelli dal 1985, data del suo lancio. La parte più bizzarra è che il movimento non è stato guidato da nessun dato economico o notizia. Rispetto al resto del Mondo l’economia della Nuova Zelanda si regge bene, ma a differenza dell’Australia, ci sono delle incrinature nell’armatura. Una siccità nella gran parte della Nuova Zelanda ha spinto in alto i prezzi caseari, emergenza siccità che fa male all’economia più di quanto faccia bene. Senza dati economici rilasciati in più di una settimana, l’appetito degli investitori verso il rischio è stato il maggior catalizzatore dell’ultimo movimento.
Può il Kiwi sostenere il suo rally oltre un massimo di 22 anni? Oppure la RCB dovrà intervenire?
Emissioni di Uridashi.
Con l’ 8,25 per cento dei tassi di interesse, è stata solo una questione di tempo prima che il movimento del dollaro della Nuova Zelanda raggiungesse il dollaro australiano.
Anche se c’è solo un 6% di possibilità che la Banca centrale Neozelandese abbassi i tassi d’interesse al prossimo meeting in marzo, le possibilità che essa li tagli nel breve termine sono pressoché zero.
Questo ha reso il dollaro della Nuova Zelanda estremamente attraente per gli investimenti giapponesi istituzionali e gli investitori al dettaglio che amano acquistare Uridashi bonds, ovvero il debito venduto in Giappone denominato in altre valute rispetto allo Yen giapponese.
Anche se il Nikkei ha rimbalzato dal minimo a 12.572 del 22 gennaio, i mercati azionari sono stati molto volatili e il dollaro USA è stato debole, rendendo le obbligazioni ad alto rendimento più attraenti per gli investitori giapponesi. Alla fine del 2007 l’emissione di Uridashi è stata negativa, ma dall’inizio dell’anno c’è stato un picco di emissioni e abbiamo già visto circa $ 800 milioni rilasciati nel mercato.
Propensione al rischio e rendimenti.
Il Dow Jones ha rimbalzato di 1000 punti dal minimo a 11634 del mese scorso. Lentamente ma sicuramente questo ha portato a un ritorno della propensione al rischio, ma la volontà di assumere rischio è stata isolata per le monete dei paesi stanno innalzando i tassi o mantenendoli invariati. Per questo le uniche monete che hanno visto nuovi massimi rispetto alla moneta giapponese sono state l’Euro, il dollaro australiano e neozelandese, mentre le altre valute sono rimaste ai livelli dei mesi precedenti.
Siccità.
Le esportazioni della Nuova Zelanda di latte in polvere, burro e formaggio superato 1 miliardo per la prima volta nel mese di dicembre, a 76,9 per cento da un anno fa. Ciò ha contribuito a limitare il disavanzo commerciale per il più piccolo negli ultimi due anni. Purtroppo, questo miglioramento nel commercio è stato guidato da una siccità che ha colpito gran parte del loro paese. Non vi è stata alcuna sostanziale pioggia da novembre e nessuno ne aspetta fino ad aprile. Anche se i produttori di latte hanno saputo trarre profitto dai prezzi più elevati, la produzione è già scesa del 30 per cento. Nel frattempo le Commodities volano.
Parte del motivo per cui il dollaro kiwi è avanzato in modo così coerente è che in mezzo al rallentamento globale dell’attività economica, l’economia neozelandese è una delle poche che ha visto un espansione sostenuta sia dalla domanda interna che estera. C’è un unico set di situazioni che sta lavorando a favore dell’isola neozelandese.
La domanda estera per le merci della Nuova Zelanda continua libera dal raffreddamento della domanda delle principali economie industrializzate del mondo poiché le esportazioni del paese sono soprattutto prodotti agricoli, campo dove i prezzi e il bisogno sono sempre in aumento. Allo stesso tempo, il consumo interno è ancora alto, nonostante livelli record di debito e tassi di interesse.
Più Il Kiwi sale più diventa problematico.
Guardando questi pilastri, meritevoli della crescita si può capire come il trend in atto sia dovuto soprattutto ai tempi che corrono
Le esportazioni sono stati facilitate dalla forte espansione delle economie asiatiche e il bisogno di prodotti lattiero-caseari, carne, lana e di altri prodotti che in Nuova Zelanda abbondano, richieste che fin’ora hanno superato il forte aumento dei prezzi causato dalla siccità. Questo non può durare per sempre, se la Cina e i paesi emergenti seguono l’andamento dell’economia globale. Inoltre la domanda sarà frenata dal tasso di cambio di tasso troppo elevato, fattore che renderà i prodotti della concorrenza “naturalmente scontati”.
In contrasto con la domanda estera, il consumo interno è di gran lunga esposto maggiormente ad un crollo, e la sua inversione potrebbe avere un maggiore impatto sull’economia. I consumatori della Nuova Zelanda sono tra i più spendaccioni dell’economia globale, supportati da un record al ribasso di disoccupazione al 3,4 per e la crescita di salari di conseguenza.
Nonostante questa tendenza, ci sono un certo numero di componenti economiche che hanno costruito una pressione potenzialmente fautrice di un brusco raffreddamento economico, e ci sono un paio di dinamiche che possono rovesciare le sorti.
In risposta alla persistente spesa dei consumatori, in passato, il governatore della RBNZ Alan Bollard ha revocato l’erogazione di prestiti overnight al tasso record dello scorso anno.
Mentre questo non ha ancora permesso una correzione del mercato in espansione, ha portato i consumatori a tenere un livello record di debito con i tassi più elevati da almeno una generazione.
Questo significa che la fiducia dei consumatori e la disponibilità a spendere sono la chiave per l’intera economia , ma il sentiment è già in lieve diminuzione.
La fiducia dei consumatori nel corso del quarto trimestre è scivolata al suo livello più basso dal secondo trimestre del 2006, in base al Westpac.
Per di più le principali arterie di sostegno per la spesa stanno già cadendo.
Il Mercato immobiliare può essere anche agli sgoccioli grazie a tassi d’interesse elevati che frenano il boom del mercato.
La più grande banca Nazionale Neozelandese, la AZN, ha comunicato che i prestiti hanno toccato un massimo di 153 milioni di dollari rispetto ai 93 di un anno fa.
Al crescere del valore del KIWI, la banca centrale neozelandese potrebbe essere costretta ad agire. Nel Giugno 2007 la banca centrale è intervenuta vendendo dollari neozelandesi. Questa era la prima volta che sia mai intervenuta da quando la moneta è stata lanciata nel 1985
Westpac, una delle più grandi banche della Nuova Zelanda stima che la banca centrale NZD ha venduto circa 120 milioni di dollari, cifra irrisoria rispetto agli investimenti in Uridashi che abbiamo visto fin dall’inizio dell’anno. L’intervento ovviamente non è stato efficace e il dollaro ha formato un massimo il mese successivo. L’intervento è stato troppo piccolo, quindi dovranno spendere i propri soldi più saggiamente. Il fondo che hanno creato appositamente per gli interventi monetari corrisponde circa a 5,3 miliardi di dollari.
Il ministro delle finanze neozelandesi, Cullen , non gradisce un dollaro neozelandese forte, e freschi commenti a riguardo potrebbero pesare sullo stesso Kiwi. Per quanto riguarda i tassi d’interesse, dopo il rialzo dei tassi in luglio, il governatore della RBNZ Bollard, ha dichiarato apertamente che sarebbe stato vigile e aggressivo finché la spesa dei consumatori e il boom edilizia non fossero state temperate. Così sembrerebbe che Bollard non veda ripercussioni sull’inflazioni da parte dei consumatori e del mercato immobiliare tanto da agire sulla politica monetaria.
Mentre tutte le economie alleggeriscono o fermano i rialzo dei tassi d’interesse la Nuova Zelanda resta ferma nella sua posizione, con un alto rischio di squilibri economici in futuro. Il Dollaro Australiano sembra il miglior sostituto al Kiwi, se questo dovesse mancare all’appello prossimamente, Australia solida economicamente e con un tasso d’interesse previsto sopra il 7%.
Analisi tecnica
Quando le monete arrivano a livelli mai raggiunti nei decenni precedenti è estremamente difficile trovare chiara livelli di resistenza. Oggi l’alto livello a 0,8114 serve come primo punto di resistenza. Il doji in formazione, che è un segno di stanchezza sul grafico giornaliero, è preoccupante. Se il dollaro neozelandese rompe quota 0,8060 vi è una forte probabilità di vedere un movimento ribassista verso 0,7950. Al rialzo, non vi è alcuna grande resistenza fino a 0,8284 che rappresenta il 61,8 per cento di Fibonacci 1,0985 a 0,3906 di un onda ribassista che risale al 1978. Al di là di questo abbiamo la resistenza a 0,8395 che è una zona ad alta congestione del 1981.













I forex Trader stanno guardando al mercato azionistico per valutare quanto rischio prendere, favorendo il carry trade- in cui lo yen a bassi tassi d’interesse è usato come fondo per comprare valute a più alto rendimento- ogni volta che le azioni entrano in rally e cadono.
