Il Forex al G7

Il dollaro è stato nettamente superiore ai primi scambi asiatici di lunedì dopo la riunione dei sette paesi più industrializzati che ha sorpreso gli speculatori con un monito contro le fluttuazioni eccessive delle valute.

L’euro è stato scambiato a $ 1,5701, dopo esser scivolare a $ 1,5835 verso la chiusura di New York, il Venerdì, mentre nei confronti di un paniere di valute(dollar index) il dollaro è salito dello 0,6 per cento a 72,274.

Dopo la riunione di venerdì, i ministri delle finanze del G7 e dei banchieri centrali hanno rilasciato una dichiarazione dicendo che sono preoccupati dai movimenti avvenuti sui mercati dei cambi nelle ultime settimane. Questo è stato un netto cambiamento di tono interpertato dal mercato come un avvertimento che la caduta del dollaro è stato troppo veloce.

Il passaggio è stato tempestivo per il dollaro data la forte pressione causata dalle preoccupazioni su un economia statunitense che scivola nella recessione più profonda e dai tassi di interesse che dovrebbero essere ulteriormente tagliati fino all’osso. in particolare, venerdì la nera relazione di General Electric ha suggerito una debolezza economcia che si sta diffondendo rapidamente.

“La reazione al G7 del mercato è stato misurata finora”, ha detto John Kyriakopoulos, uno stratega forex alls NAB.

“Il G7 hanno messo circa due direzioni di rischio nel mercato, ma la possibilità reale di un intervento appare ancora lontano”, ha aggiunto. “In un intervento di avviso su scala , siamo probabilmente a circa 5 o 6 adesso, da 3 o 4 in precedenza”.

La nuova formulazione sulle valute è sembrata un compromesso tra gli europei, che probabilmente volevano un forte monito sulla debolezza del dollaro dollaro, e gli Stati Uniti, che accolgono con favore l’impulso alle esportazioni che una moneta più debole ha dato.

“Fondamentalmente, il dollaro è ancora in difficoltà”, ha dichiarato Kyriakopoulos. “L’economia USA è in recessione e le aliquote sono state ridotte, mentre la BCE (Banca centrale europea) non sembra voler effettuare nessun taglio nell’immediato.”

Egli ha osservato che un sacco di grandi società americane hanno riportato guadagni questa settimana e ogni ripetizione sulle delusioni del GE avrebbe probabilmente messo il dollaro nuovamente sotto pressione.

Confrontiamo ora le dichiarazioni del g7 di febbraio con quelle di aprile evidenziando due nuove affermazioni.

DICHIARAZIONE di APRILE:

Riaffermiamo il nostro interesse condiviso in un forte e stabile sistema finanziario internazionale. Dal nostro ultimo incontro, ci sono stati, a volte tagliente fluttuazioni nelle principali valute, e siamo preoccupati per le possibili implicazioni per la stabilità economica e finanziaria. Continuiamo a seguire da vicino i mercati dei cambi, e a cooperare come opportuno. Accogliamo con favore la decisione della Cina di aumentare la flessibilità della sua valuta, ma in considerazione del suo crescente surplus e della inflazione nazionale, incoraggiamo una accellerazione per l’apprezzamento del Tasso di cambio effettivo “.

DICHIARAZIONE di FEBBRAIO:

“Ribadiamo che i tassi di cambio dovrebbero riflettere i fondamentali economici. Eccessi di volatilità e movimenti disordinati nei tassi di cambio sono indesiderabili per la crescita economica. Noi continuiamo a seguire da vicino i mercati dei cambi, e cooperare come opportuno. Accogliamo con favore la decisione della Cina di aumentare la flessibilità della sua valuta, ma in considerazione del suo crescente surplus e della inflazione nazionale, incoraggiamo una accellerazione per l’apprezzamento del Tasso di cambio effettivo “.

Ecco spunti dalla dichiarazione:

* Necessità di “azioni urgenti” sui bilanci
* Preoccupazioni sui movimenti delle valute e le implicazioni sulla stabilità economica
* Nazioni ‘impegnate’ per agire come opportuno
* Le iniezioni di liquidità delle Banche Centrali stanno ‘aiutando’
* ‘Forti fluttuazioni’ sulle valute da febbraio
* Invita le banche ad aumentare il capitale come necessario
* Invita le banche a rivelare ‘pienamente e tempestivamente’ espansioni del rischio
* Set di un piano a 100 giorni per rafforzare i mercati finanziari
* Le Turbolenze del mercato finaziario globale ‘rimangono trincerate’
* I prezzi del petrolio e delle case rappresentano minacce per la crescita
* Prospettive economiche ‘ristrette,’ città a rischio
* Continuerà a monitorare i tassi di cambio per un tasso più appropriato
* Incoraggiamento alla Cina ad accelerare l’apprezzamento dello yuan
* Accoglie favorevolmente la decisione della Cina di aumentare la flessiblità dello Yuan
* L’economia globale si sta affacciando ad un ‘PERIODO DIFFICILE’

Dottore ho un Dollaro di Traverso.

Il mercato forex chiuderà questa sera, e per le vacanze pasquali i mercati saranno fermi. Gli istituzionali iniziano a chiudere operazioni in prospettiva di aprile, in giappone il 31 marzo è la fine dell’anno fiscale e ci sono molti capitali che stanno attualmente rientrando in patria. Stiamo quindi osservando ritracciamenti e movimenti contrari in tutti i trend. Ma quello che la maggiorparte dei trader  e degli investitori comuni si sta chiedendo adesso è:

 

E’ opportuno comprare dollari?”

 

Come abbiamo avertito per più giorni la debolezza del dollaro non è finita. Tuttavia tale affermazione è vera solo per il dollaro statunitense contro lo yen giapponese, il franco svizzero e in una certa misura l’euro. Questo è dovuto al fatto che il dollaro statunitense effettivamente sì è rafforzato contro le commodities currency e la sterlina britannica con l’avversione al rischio che domina il mercato valutario. Anche se ci aspettiamo che il dollaro USA continui a indebolirsi contro l’Euro, Yen giapponese e franco svizzero, si potrebbe vedere un ulteriore recupero contro le valute ad alto rendimento. Essere lunghi in dollari potrebbe non essere un trade sbagliato se questo avviene contro le valute giuste. Le oscillazioni in tripla cifra nel mercato azionario statunitense e 300 pips di oscillazione delle valute renderanno molto difficile il recupero dei carry trade. Poiché la AUD / USD e NZD / USD sono anche carry trades, sono vulnerabili a ulteriore debolezza. Il dollaro è ora un finanziamento per la moneta carry trades, ed è importante per gli operatori non dimenticarlo. Per fortuna la Federal Reserve non è sola. Secondo Barney Frank, il presidente del comitato per i servizi finanziari, il dipartimento del Tesoro è finalmente pronto per discutere i modi per aiutare le centinaia di migliaia di americani di fronte a pignoramenti. Le proposte di Frank includono il “perdono” di una porzione di alcuni dei principali rimanenti e assicurazioni fino a $ 300 miliardi in rifinanziamenti, costo delle ipoteche abbordabile. I requisiti patrimoniali sono stati tagliati per Fannie Mae e Freddie Mac, il che consentirà loro di utilizzare alcuni dei loro fondi in eccesso per l’acquisto di ipoteche. Questo dovrebbe aggiungere fino a $ 200 miliardi di immediata liquidità in titoli garantiti da ipoteca di mercato e, si spera, la combinazione di sforzi da parte del governo americano e della Federal Reserve ponga fine al mercato della miseria.

Realisticamente, ci vorrà qualche tempo prima che questi piani passino e qualsiasi stimolo ha bisogno di tempo anche per filtrare nei mercati.

Nel frattempo, l’indice di produzione Philadelphia Fed e principali indicatori di indagine sono previsti per questo pomeriggio.

 

Apre opportuno quindi tirare fuori un bel grafico per illustrare le opportunità di trading sul dollaro, e sul suo recupero. La situazione che ci pare più interessante e ricca di risvolti per il futuro è aud/usd. Più volte abbiamo parlato del dollaro australiano come moneta che sta prendendo il posto di valuta ad alto rendimento regina del carry trade. E più volte abbiamo detto come il dollaro sia divenuto oggetto di finanziamenti in carry trade, e lo diventerà maggiormente, scansando il franco svizzero. Inoltre si prospettano entro giugno  ulteriori tagli dei tassi d’interesse da parte della Fed fino a 1,75%, quindi tagli per un totale di 50 punti base. Il che rende la valuta statunitense ancora più appetibile e oggetta a speculazioni.

Riportiamo quindi il grafico AUD/USD (dollaro australiano contro dollaro statunitense).

 

audusd-20-marzo-weekly.jpg

 

 

Il grafico è comparso anche sul forum nei giorni scorsi in una discussione interessante che vi invitiamo a visionare.

 

Il cross è incastonato in un canale rialzista di lungo periodo, un trend al rialzo partito all’incirca nel 2001, ovvero all’inizio della lunga e costante discesa del dollaro. Volendo paragonare l’andamento a euro dollaro possiamo notare grosse diversità negli ultimi movimenti: in concomitanza con il diminuire dei tassi USA e l’aumentare dei tassi australiani si osservano i tipici movimenti di un mercato in speculazione. Salite importanti e violente discese, un po’ come si è potuto osservare ll’anno scorso con pounds yen, dopo lunghe salite cadute rovinose. Il fenomeno del carry trade sul questo cross è ovviamente giovane, le salite non sono durate in modo eccessivo, poiché solo i più lungimiranti hanno capito come si sarebbe sviluppata la situazione. Siamo quindi convinti che sarà possibile sfruttare il fenomeno carry trade ad ogni ribasso, finché il cross resterà all’interno del suo canale rialzista.

Possiamo osservare sul grafico, a conferma delle parole di inzio articolo, come il dollaro si sia rafforzato in maniera più evidente nei confronti del dollaro australiano rispetto che all’euro e allo yen in quest’ultima settimana.

Abbiamo quindi abbozzato un conteggio di onde di elliott incastonato al canale suddetto. Alla rottura della trendlinza azzurra, di supporto all’ultimo movimento rialzista, potremmo trovarci in un abc ribassista. L’onda c, che dovrebbe essere l’ultima onda del ritracciamento delle prime onde impulsive, terminerebbe proprio alla base del canale, che si può sfruttare per nuove entrate long in carry trade e probabilmente un nuovo ciclo impulsivo, con, sempre meglio ricordarlo, ritracciamenti violenti a causa della grande componente speculativa che si verrebbe a formare proprio per il fenomeno del carry trade.

Riteniamo che per chi fosse convinto di un recupero, comunque temporaneo, del dollaro, i cross con più alte possbilità di realizzazione sono quelli con grossi differenziali dei tassi d’interesse, escluso l’euro.

Ricordiamo anche Pounds contro dollaro usa che sta raggiungendo il secondo target che abbiamo indicato nella giornata di ieri.

 

Il giorno dopo il taglio.

La FED nella giornata di ieri ha tagliato i tassi d’interesse, come previsto, di 75BP, nessun “Giant CUT” da un intero punto base o da 125 punti base come prevedeva qualche solito catastrofista, o semplicemente qualche analisita impanicato. Non stiamo dicendo che un taglio da 0,75% sia poco, tra l’altro sommato allo 0,25% tagliato la domenica fa un bell1% tondo tondo nel giro di poco più di due giorni. Sono previsti ulteriori tagli durante l’anno, crediamo quindi che ci sarà ancora speculazione su questa moneta, speculazione di tipo carry trade, come abbiamo già delineato in articoli precedenti. Se, mentre prima le due valute a basso tasso d’interesse, in cui indebitarsi per investire in valute a più alto tasso, erano Yen e Franco Svizzero, con tassi rispettivamente 0,5% e 2,75%, ora con un dollaro statunitense a 2,25% e ulteriori tagli in arrivo possiamo ben capire come possa tranquillamente prendere il posto del franco svizzero. Con il lento tornare della stabilità sui mercati il carry trade potrebbe tornare nuovamente in auge da livelli molto interessanti. Abbiamo già individuato nell’articolo approfondito sul dollaro neozelandese come il dollaro australiano sia la valuta più votata ad essere oggetto degli investimenti ad alto rendimento del carry trade. Considerando che iniziano a sorgere dei dubbi su un possbile taglio dei tassi (già bassi) di un quarto di punto anche in giappone, nonostante non si riesca a trovare un sostituto al governo della banca centrale giapponese, processo che inizia andare troppo per le lunghe aggravando la situazione economico-finanziaria giapponese, che con segni di recessione già dall’ultimo quarto del 2007, ha di tutto bisogno fuorché stallo sulla politica monetaria.

eurusd-h4-190308.jpgEuro Dollaro ha ritracciato dopo il taglio dei tassi della FED, andando a testare la trendline di supporto all’ultimo movimento. Il ritorno ai piani alti è già partito dalla sera e attualmente il cross si sta dirigendo verso l’inizio della discesa, come se nulla fosse. Long sopra 1,5840 pe andarea a testare i massimi a 1,5900, sopra questa resistenza corsa libera fino alla reistenza psicologica a 1,6000, che oramai potrebbe sembrare scontata. Lo scenario di brevissimo cambia sotto il supporto sopraccitato con primo target a 1,5530 e secondo target a 1,5315 circa.

eurchf-h4-190308.jpgEuro Franco svizzero ha raggiunto il target indicato ieri, e in questo momento ha compiuto un ritracciamento fino al supporto dell’ultimo movimento. I presupposti per continuare la salita sono buoni, ma aspettiamo comunque una conferma dalla rottura della resistenza che per ora si è opposta la movimento. Scenario che cambia invece alla rottura del supporto che ci porterebbe ad un primo target a 1,5560 ed un secondo target a 1,5450.

gbpusd-d1-190308.jpgSterlina contro dollaro che è rientrata nel canale durante la giornata di ieri, ma che ha chiuso all’esterno, confermando così la nostra idea di pullback e quindi una continuazione del movimento ribassista, con primo target 1,9950 e secondo target a 1,9710. Stop obbligatorio al superamento del massimo di ieri o alla chiusura della candela giornaliera all’iterno del canale.

Valute fuori controllo

E’ pericoloso operare nei mercati in questi giorni, ed allo stesso modo è pericoloso operare sul mercato valutario, con movimenti dettati maggiormente dalla irazionalità e dal panico. Si ripercuote nel tempo lo tzunami del credito che miete ancora vittime tra le maggiori banche mondiali. La FED cerca di ristabilire liquidità inserendo 200 milioni di dollari sul mercato e abbassando i tassi d’interesse. Entrambi le azioni non possono che influire negativamente sulla valuta statunitense, che infatti continua ad affondare. Non arrivano gli aiuti dalle altre banche centrali, soprattutto dalla BOJ, che anticamente ha aiutato con compravendita di dollari la moneta statunitnese, a cui è fortemente legata grazie alle forte esportazioni. La BOJ, oltre ad aver meno interesse rispetto gli anni passati a manovre ad alto rischio sulla rivalutazione del dollaro, come abbiamo esposto in articoli precedenti, è in stallo politico. Ieri è stato eletto dalla BOJ un nuovo governatore della banca centrale, Koji Tanami, ma si aspetta ancora l’apporvazione della politica.

Dal canto suo la BCE sembra maggiormente preoccupata da inflazione e dal rally delle materie prime piuttosto che dalla discesa del dollaro. Non si prevedono movimenti sui tagli d’interesse per la prima metà dell’anno.

E’ oggi una ricca giornata di dati, e a causa anche del periodo malsano è fortimente sconsigliato operare nei mercati, bisognea essere muniti di grande freddezza e elasticità mentale per poter operare con serenità, si prevedono infatti ulteriori turbolenze e movimenti irrazionali.

Alle 7:15 gli stati uniti comunicheranno la decisione sui tassi d’interesse, la maggiorparte degli analisti è concorde in un taglio di 75 punti base, il che porterebbe il tasso a 2,25%. Non mancano gli analisti che annunciano un “GIANT CUT” di un intero punto base.

eurusd-d1-180308.jpgL’euro dollaro ha toccato un ulteriore massimo storico facendo capolino sopra 1,5900, la barra giornaliera di ieri è una doji, interpretabile come esaurimento del trend. Ma poiché la situazione è molto confusa e caotica nei mercati, consideriamo di uguale probabilità l’evoluzione del cross in andamenti al rialzo o al ribasso. Ad 1,6000 è posizonato una forte resistenza psicologica nonché la resistenza del canale rialzista che il cross percorre dal 2001. Resistenza che ha già respinto il cross due volte nel 2004 e nel 2005. La rottura del supporto di breve che ha sostenuto l’ultimo movimento rialzista ci porterebbe a testare area 1,5530. Le seguenti rottura ci porterebbero a supporti sottostanti segnalati nel grafico.

eurchf-h1-180308.jpgEuro contro Franco svizzero che ha rimbalzato su un vecchio supporto e ha formato un hammer inverso sul giornaliero. Formazione che potrebbe portarci ad un ritracciamento fino a 1,5680. E’ comunque opportuno restare molto attenti e con stop alla mano data l’imprevidibilità e l’alta volatilità di questi giorni.

gbpusd-d1-180308.jpgSterlina dollaro diverge invece dal movimento del cugino euro dollaro, “ad anticipare? ” probabilmente qualcuno si chiede. E’ probabile, importante è ora il pullback della discesa senza rientrare nel canale delimitato dalle trendline fucsia, dopodiché ci aspettiamo un ulteriore ribasso fino ad area 1,9700.

Politica Forex…quella delle sole parole!

Il Dollaro scende precipitosamente a quota 1,5745 dopo le pressioni causate dal finanzimento di emergenza di Bear Stern dovuto al buco finanziario.

La moneta statunitense colpisce anche un minimo di oltre 15 anni contro lo yen a quota 98,45. La discesa del dollaro verso gli abissi sembra sempre più interminabile e profonda…irreparabile.

La Federal Reserve è pronta a tagliare nuovamente i tassi d’interesse giovedì di questa settimana, mentre la Banca centrale europea resterà a guardare ancora per qualche settimana.

Le chiamate ad un intervento da parte della politica statunitense si sono intensificate con gli ultimi avvenimenti, ma attualmente l’unico dato di fatto sono le migliaia di parole spese dai vari Paulson, Bernanke e Bush… non è stata compiuta nessuna vera azione ad arginare gli ultimi avvicendamenti. Ma ricordiamo che è nell’interesse di tutto il mondo frenare il deprezzamento del dollaro, ma nonostante ciò sembra sia politica comune, dall’Europa al Giappone, quella delle sole parole.

Solo la Banca di Israele ha cercato di raffreddare lo Shekel comprando valuta la scorsa settimana, copo che aver colpito un picco di 11 anni nei confronti del dollaro.

Gli strateghi di Goldman Sachs definiscono l’azione della banca d’Israele “un segno che il ritmo del calo del dollaro sta diventando sempre più un disagio”.

Disagio che emerge in questi ultimi commenti dei leader mondiali. Il primo ministro britannico Gordon Brown ha detto che la volatilità dei tassi di cambio delle valute “ovviamente preoccupa la gente”. Il leader dell’Unione europea ha ripetuto il suo punto di vista, che gli eccessivi movimenti della moneta unica sono “indesiderabili”, anche se il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha detto venerdi  di non aver discusso a riguardo di nessun intervento.

In Giappone il Segretario del Capo Gabinetto,  Nobutaka Machimura, ha detto che i movimenti del tasso di cambio contro il dollaro sembrano riflettere maggiormente la debolezza del dollaro che la forza dello yen. “Per quanto riguarda un intervento sul mercato valutario non intervengo”, ha affermato in una conferenza stampa di venerdì.

Presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha riconosciuto la scorsa settimana che l’indebolimento del dollaro ha contribuito alla rapida ascesa dei prezzi del petrolio. Ma il Segretario del Tesoro Henry Paulson, il principale portavoce per la valuta statunitense ha detto che un dollaro forte è stato nei migliori interessi della nazione,e che i sani fondamentali a lungo termine degli USA sarebbero riflessi nel cambio.

Gli investitori non hanno motivi per amare la moneta statunitense, di fatto tassi d’interesse più bassi di quelli europei e in continua discesa non forniscono buone motivazione per un investimento a lungo termine, semmai diventano oggetto di speculazione carry trade, ovvero indebitamento in dollari statunitensi, piuttosto che franco svizzero, per investimenti in valute a più alto rendimento come dollaro neozelandese e dollaro australiano. Senza contare la diffusa preoccupazione di un economia USA in recessione.

L’europa non deve esserne troppo felice, con gli esportatori già fortemente preoccupazione dell’oramai troppo competitivo dollaro che rosicchia quote di emrcato nell’export delle tecnologie.

Per ora vediamo agire solo la politica delle parole, i media iniziano a concentrarsi maggiormente sul mercato valutario, probabilmente quando abbastanza investitori si saranno convinti dell’ interminabile trend del dollaro ci saranno gli interventi da parte degli organi politici globali, in tacito assenso tra loro.

Dollaro da record…negativo!

Per la prima volta dal 1995 lo yen è stato quotato in doppia cifra anziche in tripla cifra, USD/YEn è scivolato al di sotto della barriera a 100 colpendo un minimo di 99,74 nei primi minuti delle borse europee. Nel frattempo Euro dollaro ha rotto la barriera a 1,5600, target segnalato giorni fa, per formare un nuovo massimo storico a 1,5625. Il sentiment anti dollaro statuinitense si fa sempre più pressante e diffuso.

In una notte dove il calendario economico è stato sterile, i flussi commerciali sono stati dominati da continue preoccupazioni per l’economia statunitense e l’incapacità della Fed nel risolvere i problemi finanziari. L’avversione al rischio è stata la chiave dalla giornata, con i mercati da Tokyo a Shangay, o come Londra e Francoforte, dove si registrano perdite in tripla cifra.

I mercati attirano pochi compratori, e la BOJ non ha ancora comunicato nessuna intenzione riguardo il sostegno del dollaro, come fece negli anni passati. Di fatto come già suggerito negli articoli precedenti il giappone ora ha una forte domanda anche da paesi al di fuori degli USA, quindi il tasso di cambio USD/JPY assume molta meno importanza rispetto agli anni precedenti.

Tuttavia, nonostante i rumors di un intervento della Boj con nessuna conferma, la situazione non potrà deteriorare per molto con il G7 prossimo alla riunione. Con i mercati impazziti e il dollaro in forte crisi il sistema finanziario mondiale diventa troppo instabile.

Fino ad ora gli interventi a sostegno del dollaro sono stati abbastanza tiepidi, ma un intervento unitario delle banche centrali potrebbe ridare una parvenza di equilibrio al mercato valutario.

Mercato Forex frizzante e pericoloso.

alle 10:30 dal Regno Unito bilancia commerciale prevista a-7,5B dai -7,6B precedenti. Alle 3:30 dagli Stati Uniti arriva la stima della crescita delle scorte di petrolio che precedente aveva segnato -3,1M. Alle 10:45 dalla Nuova zelanda dato sulle vendite al dettaglio previsto in leggera crescita a 0,3% dallo 0,1% precedente.

eurusd-h1-120308.jpgMovimenti particolari su Euro dollaro e sui mercati dopo l’annuncio delle banche centrali di un’azione coordinata per iniettare nuova liquidità nel mercato. Il cross ha formato un nuovo massimo storico ad un soffio da area 1,5500 ed è tornato subito sui suoi passi per andare a formare un piccolo minimo di periodo, per poi chiudere la giornata al punto di partenza e sviluppare quindi una Doji sul grafico giornaliero. Il movimento indica indecisione e iniziano a instaurarsi i presupposti di “fine trend” e quindi un evoluzione in laterale o fase ritracciante. Con l’avvicinarsi del target indicato 1,5600 settimane fa, ed il comportamento attuale del cross, bisogna iniziare ad essere più prudenti sia al rialzo che al ribasso. Attendiamo comunque nuovi tentativi rialzisti verso area 1,5500. Attualmente si sta sviluppando un piccolo movimento all’interno della lateralità che ci porta verso area 1,5420, proprio la rottura di questa resistenza ci indicherebbe un ritest dell’ultimo massimo. Una volta rotto il massimo la strada per 1,5600 è breve e senza ostacoli. la rottura del supporto in area 1,5425 circa ci porta invece a testare area 1,5270 circa.

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Euro Franco Svizzero è uscito al rialzo dal canale ribassista, proprio ieri avevamo parlato di alcune avvisaglie di debolezza del trend ribassista, e ne abbiamo avusto subito la conferma con questo forte movimento al rialzo. Un movimento importante di più di 150 pips, che è andato a testare un altrettanto importante resistenza in area 1,5855. Sul grafico a 4 ore possiamo osservare bene la resistenza, la formazione di una hammer inverso e una bearish engulfing. Entrambi segnali ribassisti, che ci indicano la possbilità di andare a testare nella giornata di oggi area 1,5770 con estensione fino ad area 1,5750. Da questi livelli il cross potrebbe ritentare un attacco alla resistenza che fino ad ora ha fermato i tentativi di ripresa di un trend rilazista di breve. Una riprese del trend potrebeb portarci in qualche settimana in area 1,6100. Non dispreazziamo ancora la scenario laterale di cui abbiamo parlato ieri, che diventa di più dificle realizzazione e di diffcile, almeno per adesso, individuazione.

eurjpy-h1-120308.jpgEuro Yen dopo aver evitato il target ribassista di circa mezza figura, ma dopo averne percorse comunque 3, è tornato dentro la flag, che inizia andarci un po’ stretta come figura e canalizzazione, attendiamo quindi ulteriori sviluppi per incastonare al meglio i movimenti del cross. Attualmente triangolarizzazione dopo l’enorme salita, possbili operazioni veloci all’uscita del triangolo. La rottura di area 158,90 ci porta verso la rsistenza posta a 159,60.

Super Franco Svizzero, nuovi massimi contro tutte le valute.

In nottata è uscito un dato piuttosto importante sul mercato immobiliare nel regno Unito, RICS House Price Balance (misura il cambiamento di prezzo degli immobili in UK) sceso a -64,1%, molto meno rispetto alle previsioni di un -55,0%. Alle 11:00 in zona euro, German ZEW Economic Sentiment previsto stabile a -39,5 , non sembrerebbe cambiare il pessimismo degli investitori.

All’1:30 bilancia commerciale del Canada, prevista in crescita a 2,6B dai 2,4B precedenti. Alla stessa ora Bilancia commerciale anche per gli USA, previsioni che indicano un calo a 59,5B rispetto ai 58,8B precedenti. Nel pomeriggio parlerà nuovamente Trichet alla fine del seminario High-level Eurosystem.

eurusd-h1-110308.jpgEuro Dollaro rimane congestionato, si sta probabilmente preparando per un nuovo rialzo, magari un balzo che ci porterà al target indicato giorni fa intorno ad area 1,5600. Seguiamo il cross con attenzione, il ritracciamento sembra non aver più forza per continuare e la situazione appare nuovamente una situazione di accumulo per un nuovo rialzo. Cerchiamo quindi di cogliere al volo i movimenti rialzisti alla rottura della resistenza. Attenzione comunque alla rottura di area 1,5325 che ci porterebbe in area 1,5270, il movimento non negherebbe comunque le ipotesi precedenti, evidenziando invece un flag rialzista.

eurchf-h1-110308.jpgEuro Franco Svizzero sta testando la parte superiore del canale, la cui rottura ci porterebbe in area 1,5700. Non escludiamo un evoluzione del cross in un andamento laterale in prossimità della decisione dei tassi d’interesse svizzeri di giovedì. Trend che rimane fortemente ribassista ma con alcuni segnali di debolezza che sembra vogliano indicare un pausa del trend in atto. Riteniamo stia diventando pericoloso l’apertura di posizoni short in un ottica multiday. Preferibile quindi operare prevalentemente con operazioni brevissime in attesa di segnali più chiari sui timeframe maggiori.

eurjpy-h1-110308.jpgEuro yen che sta testando la parte alta del canale discendente. Sembra intenzionato a rompere, consigliabile quindi seguire il cross tramite la trendline di supporto veloce, tracciata in verde acceso. Il movimento per ora ha la forma di un pullback dopo la rottura della flag ribassista più volte segnalata e con target 155,00 che ancora non è stato toccato, seppur il cross si sia avvicinato abbastanza. Alla rottura della trendline di supporto dell’ultimo movimento nuova spinta ribassista a ritestare area 156.00.

eur-gbp-h1-110308.jpgEuro Sterlina in laterale sta cercando di raggiungere nuovamente i massimi in area 0,7690. La rottura dei massimi ci porterebbe ad un target a 0,7770. Mentre la rottura , seppur meno probabile, di area 0,7610 ci porterebbe a testare il supporto in area 0,7520.

gbpusd-h4-110308.jpgSterlina contro dollaro ha ritracciato come previsto ed ora si sta portando in area 1,9950 dove possiamo osservare due importante supporti, uno statico, molto importante poiché è stato nei giorni precedenti una resistenza che più volte ha fatto rimbalzare il cross, e un supporto dinamico dettato dalla trendline rialzista del canale che il cross sta percorrendo attualmente. Ottimo punto per provare un nuovo spunto al rialzo.Da qua ci attendiamo un ultimo movimento al rialzo verso area 2,0500. Attenzione comunque ad una rottura ribasissta del supporto, che ci porterebbe in area 1,9710 circa, anche se attualmente le probabilità sono sbilanciate per un nuovo tentativo rialzista.

Dollaro sempre più debole.

I dati piùimportanti della giornata odierna arrivano dal Regno Unito, alle 10:30 l’Industrial Production m/m previsto in leggera crescita allo 0,1% dal -0,1% precedente. E PPI Input m/m previsto in calo a 1,5% dal 2,6% precedente. All’1:00 parlerà in una conferenza stanpa Trichet.

eurusd-h1-100308.jpgIeri Jean Claude Junker ha fatto notare come la crescita nell’EuroZona sia rallentata e che i tassi di cambio non riflettano i fondamontali, aggiungendo che: “Le attuali circostanze a cui ci troviamo di fronte sono preoccupanti per gli eccessivi movimento di cambio”

Quasi una contraddizione dato che fino a pochi giorni fa le sue parole risuonavano in maniera diversa.

“Non pensiamo che un Euro forte possa minare la crescita economica nella
zona Euro - ha detto Junker - quegli stati membri che non sono del tutto
contenti della forza della moneta unica europea in rapporto al resto del
mondo, dovrebbero introdurre delle riforme strutturali a livello nazionale”.

Sarà interessante vedere se le osservazioni del signor Juncker saranno riprese oggi dal capo della BCE Jean Claude Trichet, che fino a questo momento ha sempre rifiutato di fare qualsiasi sentenza per quanto riguarda l’alto valore della moneta unica.

Il Dollaro dal canto suo non sembra in grado di poter recuperare se non per piccoli ritracciamenti corrispondenti a mere prese di profitto. I dati chiave di questa settimana, bilancia commerciale, e vendite al dettaglio, non hanno molte chance di dare un impulso positivo al dollaro.

Attualmente il dollaro sembra essere destinato a subire un altro taglio di 0,50-0,75% sui tassi d’interesse, mentre l’Euro, tranne stravolgimenti da parte di Trichet, dovrebbe mantenerli stabili.

Abbiamo quindi il cross Euro Dollaro che ha ritracciato sul supporto indicato e sembra di nuovo pronto per tentare nuovi massimi dopo queste piccole prese di profitto. Conferma di questo tentativo viene dalla rottura al rialzo di area 1,5400 con un target primario sui massimi recenti e secondo target in zona 1,5500. Una rottura al ribasso di area 1,5330 ci porterebbe ad un target intorno ad area 1,5270. Trend di fondo che continua ad essere long, e probabilità a favore dei movimenti rialzisti.

eurchf-h1-100308.jpgAnche il Franco Svizzero non rimane isolato dall’andamento globale, con un inflazione che ha colpito un picco di 14 anni lo scorso mese, accellerando del 2,4% rispetto all’anno scorso. Non sembrano esserci prospettive di movimento sui tassi d’interesse, grazie anche al sollievo dettato dall’aumento del potere d’acquisto del franco svizzero che ha difeso lo scudo import dipendente dei consumatori svizzeri. Nel frattempo il PIL è saltato dell’1%, il movimento più veloce da più di due anni.

Euro Franco Svizzero ha toccato un importante supporto in area 1,5660, supporto che è stata una resistenza per lunghi mesi inviolata negli anni precedenti. Abbiamo tentato di costruire una canalizzazione ribassista, ma restiamo molto attenti alla rottura della resistenza dinamica del canale, poiché il cross ci è parso nuovamente rallentato. Sarà importante la chiusura del mese di marzo, che ci potrà fornire maggiori indicazioni sullo stato del trend di fondo, attualmente ribassista, che a noi apre destinato a esaurirsi nelle prossime settimane. La rottura della resistenza dinamica indicata ci porta ad un primo target in area 1,5770.

eurjpy-h1-100308.jpgLo Yen giapponese sta mettendo in difficoltà l’economia Nipponica, basata sull’esportazioni, con due grandi acquirenti principali, Cina e Stati Uniti. Con due grandi imput negativi, un raffrendamento della domanda causato dal rallentamento dell’economia e da un recupero del potere d’acquisto dello yen che sfavorisce l’esportazione, rendendo i prodotti giapponesi meno competitivi. Già in passato il Giappone era intervenuto con grossi movimenti finanziari per mantenere un tasso di cambio favorevole all’esportazione, arrivando a smuovere circa 250 milioni di dollari per arrestare il declino del dollaro. Il commercio con l’america era diventato motlo favorevole da quando gli USA hanno iniziato ad aumentare i tassi nel 2005. Ma ora la storia è diversa, gli USA stanno tagliando i tassi d’interesse e continueranno a farlo, quindi una manovra del genere potrebbe rivelarsi molto rischiosa. Senza considerare , almeno secondo molti analisti, il fatto che il giappone ospiterà il prossimo g-7 potrebbe legari le mani ai politici della BOJ.

Il risultato su Euro Yen